Introduzione



Descargar 17.58 Kb.
Fecha de conversión23.12.2018
Tamaño17.58 Kb.
Vistas38
Descargas0

INTRODUZIONE
ALCUNE LINEE GUIDA
Il nostro percorso si pone come obiettivo quello di aiutare i docenti e, di conseguenza, gli apprendenti, a favorire il processo di apprendimento della/e lingua/e (materna, seconda o straniera che sia) tenendo conto degli apporti degli studi sull’interlingua, indagati non tanto e non solo a livello linguistico, quanto piuttosto a livello eminentemente didattico.
Essendo tutti noi docenti di lingue straniere (4 diverse lingue!) in scuole italiane ma comunque sempre più segnate dal plurilinguismo d’origine, uno degli interrogativi che ci siamo posti è stato quello se sia possibile individuare degli aspetti universali che ogni apprendente mette in campo nel momento dell’apprendimento di una lingua e se, all’interno dell’apprendimento di più lingue sia possibile riconoscere, se così si può dire, degli “universali interlinguistici” su cui contare nel momento di proporre la nostra azione didattica.
Dal punto di vista dell’analisi dell’errore, poi, questa idea può risultare utile nel momento in cui ci chiediamo se è possibile individuare degli errori “universali”, delle strategie comuni all’apprendimento di lingue diverse, dei meccanismi che portino a realizzazioni simili pur nella diversità e specificità delle varie lingue.
Gli studi di Sonsoles Fernández, ad esempio, risultano assai utili nel momento in cui l’autrice si pone il problema dell’ “existencia o no de un proceso natural, “universal” independientemente de la lengua materna de la que se parta” (Fernández, 1997, p.10)

Ugualmente, il testo risulta essere di grande aiuto nel momento in cui affronta il problema di “¿cuáles son lo errores reales que se producen en el aprendizaje del español?, ¿cuáles son los más significativos?, ¿cómo evolucionan?, ¿cuáles son transitorios y cuáles son fosilizables?, ¿cuáles son universales y cuáles específicos de un GLM [grupo de lengua materna]?, ¿en qué contextos aparecen?, ¿qué errores se han evitado rehuyendo la dificultad?, ¿cuál es la causa o cuáles son las causas de los errores?. Y de acuerdo con todo ello, ¿cuáles pueden ser las estrategias didácticas que favorezcan la evolución positiva de esa interlengua?” (ibidem, p.11)


E’ chiaro che per affrontare il problema di un’attenta analisi delle varie tipologie di errori e delle conseguenti strategie per la loro riparazione è indispensabile porsi il problema di come avviene l’apprendimento linguistico e di quali possono essere le cause che portano a commettere diversi tipi di errore. “¿Qué papel desarrolla esa primera lengua, a través de la cual nos relacionamos ya con el mundo?, ¿cómo condiciona la edad, el desarrollo biopsíquico, la inteligencia, la cultura, la motiviación?, ¿qué influencia tiene la instrucción?, ¿cuál el contexto – natural o institucional – en que se aprende?, ¿por qué se resisten algunos aspectos más que otros?, ¿cómo favorecer todo ese proceso?...” (ibid., p.13)
E’ chiaro che, come abbiamo già detto, il nostro lavoro non si pone come ricerca linguistica delle cause, ma si basa sugli studi dei linguisti per affrontarne l’aspetto didattico.

Un punto importante è dunque quello, ad esempio, delle sequenze naturali di apprendimento.

Come sia Sonsoles Fernández che Gabriele Pallotti sottolineano, “si può parlare anche nelle lingue straniere di una varietà basica e di sequenze di apprendimento? Certamente. Insomma, ciò che risulta facile, precocemente acquisito da parte di apprendenti naturali in condizioni di seconda lingua, risulta ugualmente facile e precocemente acquisito da parte di chi studia la lingua in condizioni più artificiali, all’estero. Lo stesso vale con ciò che è ‘difficile’, cioè si trova agli ultimi posti nelle sequenze di apprendimento naturali: tali strutture vengono di solito controllate piuttosto tardi anche dagli apprendenti scolasticamente guidati. (SM, p.6)

Quale allora il nostro ruolo? Ancora Pallotti: L’insegnante, che pure ha un ruolo importante in questi contesti, può facilitare l’attraversamento degli stadi nella sequenza naturale, ma non può sovvertirne l’ordine: se si ostinasse a insegnare fin da subito le strutture più difficili in termini di acquisizione naturale, otterrebbe risultati scarsi sul piano linguistico (una conoscenza effimera, di breve durata e limitata allo svolgimento di esercizi controllati) e conseguenze negative su quello psicologico (frustrazione, affaticamento, demotivazione degli allievi). (SM, p.6)


Risultano fondamentali dunque gli studi e le teorie sull’analisi dell’errore. Ci siamo finalmente liberati dall’idea che l’errore, nell’apprendimento linguistico, sia un “peccato” da stigmatizzare ed evitare ad ogni costo (ma quante resistenze! Si noti, tra l’altro, la collocazione tipica di molte lingue per cui si “commettono errori”, così come si “commettono peccati”…), ma forse molti docenti non si sono ancora del tutto liberati dall’idea che l’errore sia soprattutto quello puramente linguistico-grammaticale, l’infrazione della “norma” (ma quale norma, poi? Quella prescrittiva stabilita da un corpus di regole o quella sociale determinata dall’uso che ne fa la comunità di parlanti? Cf. Fernández, 1997, p.28-29), relegando invece ad un livello meno importante il criterio dell’accettabilità comunicativa.
Ne deriva, quindi, che “gli errori non sono tutti uguali” (SM, p.8), che i livelli ed i gradi in cui essi si sostanziano sono altamente diversificati e che, soprattutto, sono preziose fonti di informazione sul sistema di ipotesi che l’apprendente sta formulando nel suo percorso di apprendimento di quella lingua (cf. SM p.8): “Estos errores tienen un triple significado: Primero para el profesor: si éste emprende un análisis sistemático, los errores le indicarán dónde ha llegado el estudiante […]. Segundo, proporcionan al investigador indicaciones sobre cómo se parende o se adquiere una lengua, sobre las estrategias y procesos utilizados por el aprendiz en su descubrimiento progresivo de la lengua. Y por último (y en algún sentido lo más importante) son indispensables para el aprendiz, pues se puede considerar el error como un procedimiento utilizado por quien aprende apra aprender, una forma de verificar sus hipótesis sobre el funcionamiento de la lengua que aprende”. (Corder, 1967, cit. in Fernández, 1997, p.27)
A livello di valutazione, pertanto, la nozione di gravità o meno di un errore dovrà tener conto di tutti i fattori che abbiamo appena menzionato. Se condividiamo questa impostazione, allora, risulterà chiaro che la gravità sarà sempre in funzione sia del livello che delle necessità linguistiche degli apprendenti. Insomma, ancora una volta, il metro di valutazione sarà quello comunicativo.

Trattando nel nostro percorso le produzioni scritte di apprendenti di livello poco più che iniziale (A1.2 – A2.1), è chiaro che gli errori più gravi saranno quelli che



  • impediscono la comprensione globale del messaggio (anche se la comunicazione a volte può restare superficiale o non trasmettere quel “plus” di informazioni normalmente veicolate, per esempio, dall’ironia o da particolari espressioni)

  • hanno a che fare con gravi distorsioni a livello del lessico o della struttura della frase (elementi omessi o ridondanti, uso inadeguato di connettori o problemi di ordine dei sintagmi)

  • sono la somma di diversi errori che creano in tal modo una frase idiosincrasica confusa o incomprensibile

Non sono dunque così gravi quegli errori isolati riferiti, ad esempio, all’erroneo uso di forme verbali, all’utilizzo di articoli o preposizioni, alle concordanze di genere e numero, a meno che questi errori non comportino un’ambiguità in quanto il nuovo elemento creato genera una struttura prossima nella lingua meta ma con significato differente.1
Ancora una volta, dunque, il nostro ruolo di docenti è fortemente interpellato a prestare un’attenzione particolare ai segnali che i nostri apprendenti ci inviano. “Capire quindi dove si trovano gli apprendenti rispetto a queste sequenze permette all’insegnante di proporre gli interventi didattici più efficaci.[…] Un’osservazione attenta delle loro produzioni e soprattutto delle loro esitazioni e incertezze ci permette di capire ‘cosa bolle in pentola’, che cosa è già acquisito, cosa è in via di consolidamento, cosa è stato appena scoperto e cosa è probabilmente ancora troppo lontano per essere affrontato esplicitamente”. (SM, p.10)
La correzione degli errori dovrà quindi rispondere a questi assunti fondamentali. Se durante questo percorso ci soffermeremo ad analizzare tutti gli errori “offertici” dai testi dei nostri studenti, dobbiamo però star bene attenti alla modalità di correzione e presentazione delle attività in classe. “Identificare, analizzare gli errori non significa automaticamente correggerli tutti: anche qui occorrerà capire quali sono quelli che dipendono da processi che, in quel determinato stadio, sono suscettibili di cambiamento guidato dall’insegnante, e quali dipendono da processi che, sempre in quel momento, sono ‘fuori portata’. […] Il feedback sugli errori dovrebbe essere sempre selettivo. Selettivo in primo luogo per quanto riguarda il livello; ma selettivo anche sugli aspetti su cui richiamare volta per volta l’attenzione”. (SM, p.11)
Ecco dunque che la nostra proposta formativa si articola su diversi livelli di azione:


  1. Raccolta dei testi nelle 4 lingue oggetto d’indagine

(in questa prima fase ci occupiamo di testi scritti che sviluppano il tema “la presentazione di sé”)

  1. Correzione degli elaborati e segnalazione della tipologia di errore

(ci si è accordati per una classificazione di questo tipo:

errori grammaticali (morfologia e sintassi)

errori lessicali

errori ortografici



errori comunicativi

  1. Tabulazione degli errori a livello quantitativo

  2. Analisi qualitativa e raggruppamento in funzione didattica

  3. Formulazione di attività di riparazione e rinforzo

5a. Selezione di alcune attività ritenute prioritarie per il miglioramento dell’azione didattica e dei processi di apprendimento


1 Quest’ultima parte è traduzione ed adattamento da S. Fernández (1997), p.32.


Compartir con tus amigos:


La base de datos está protegida por derechos de autor ©psicolog.org 2019
enviar mensaje

enter | registro
    Página principal


subir archivos