Festival dei Due Mondi Spoleto



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Fondazione Sigma-tau
XXI SPOLETOSCIENZA

“ENERGETICAMENTE”

Spoleto, Chiostro San Nicolò – Sala Frau

4 e 5 luglio – 11 e 12 luglio 2009 - ore 10,30


Roma, 15 aprile 2009 – A luglio l’iniziativa principe di Fondazione Sigma-tau, Spoletoscienza, nell’ambito del celebre Festival dei Due Mondi di Spoleto, rinnova la sua centralità nel dibattito scientifico nazionale. Quest’anno, il programma per la ventunesima edizione proporrà una galleria di incontri, colloqui, lezioni, dibattiti nella cornice del più antico e oggi rinnovato, festival di arte, cultura e spettacolo del nostro Paese, fondato dal Maestro Gian Carlo Menotti, ora alla sua 52° edizione sotto la guida di Giorgio Ferrara.

Nei tradizionali spazi di San Nicolò, ma quest’anno anche alla Sala Frau, Spoletoscienza ritroverà il suo pubblico dal weekend del 4 e 5 fino a quello conclusivo dell’11 e 12 luglio.
L’Energia, il Mondo e il Corpo, la Malattia sono i protagonisti di “ENERGETICAMENTE” in un mix di tradizionali conferenze e tavole rotonde alternate con nuove ed originali proposte tra musica, materiali di repertorio cine-televisivi e recitazione.
L’inaugurazione del XXI Spoletoscienza verterà sull’aspetto propriamente vitale e umano dell’energia come “carburante” nel corpo e per il corpo di ogni sistema vivente, dalle cellule nervose a quelle motorie, alle cellule del sangue. Quello delle risorse è infatti un tema tipicamente bio-chimico che investe le migliori risorse intellettuali e di ricerca medico-scientifico nel tentativo di comprendere, con la maggiore accuratezza possibile, i modi del funzionamento della centrale energetica della cellula, le caratteristiche del dispendio biologico, le strategie per l’ottimizzazione dell’approvvigionamento energetico di ogni singolo organismo: a partire dal rapporto tra paleo-dieta ed alimentazione evoluzionistica oppure dallo studio dei danni che un cattivo funzionamento energetico determina a confronto con la natura del cancro e delle sindromi metaboliche e, in generale, nel processo dell’invecchiamento. "Il danno ossidativo da parte dei radicali liberi - sottolinea Claudio Franceschi, immunologo, studioso della longevità che sarà ospite a Spoleto - è ritenuto uno dei fattori principali nel processo di invecchiamento, capace di determinare, quindi, anche la durata della vita. E i radicali liberi vengono generati soprattutto nei processi attraverso i quali la cellula produce l'energia necessaria alla sua sopravvivenza. Queste reazioni avvengono proprio nei mitocondri, organelli cellulari specificamente predisposti a questo compito di ‘centrali energetiche’, con la formazione della molecola ATP”. Tra gli ospiti previsti e coordinati da Menotti Calvani, oltre a Franceschi, il nostro Gianfranco Peluso insieme al biologo cellulare francese Jean-Claude Ameisen e ancora Francesco Negro, alla Sala Frau, con la sua originale conferenza spettacolo tra musica e medicina.
Ma l’Energia, nelle fasi di stabilità e di crescita come nel periodo di crisi globale che stiamo vivendo, è uno dei temi ineludibili che interroga qualunque aspetto della vita delle nazioni e dei popoli insieme a quella di ogni singolo individuo. Negli ultimi anni ha tenuto banco, a misura dei dati empirici che testimoniavano l’emergenza ambientale, il tema della sostenibilità dei modelli di sviluppo. I temi della sostenibilità, dell’adesione ai protocolli internazionali, si sono intrecciati con la maggiore o minore dipendenza da fonti estere di approvvigionamento per molti Paesi, compresa l’Italia, e con la difficoltà di coniugare necessità strategiche di tipo economico con quelle ambientali mentre anche nel nostro paese si riapre il dossier nucleare.
In chiusura del Festival, Spoletoscienza proporrà dunque un incontro dibattito con Roger Pielke Jr., editorialista di Nature, esperto di rapporti tra Politica e Scienza, della Bolder University in Colorado, John Tierney, corrispondente del NYT e Richard Tol dell’Economic and Social Research Institute di Dublino.

Ingresso libero, è previsto un servizio di traduzione simultanea.


Ufficio Stampa Fondazione Sigma-Tau

Fabio Fantoni mobile 339-323581 - e-mail: fabio.fantoni@sigma-tau.it



Sala Frau

Dal 27al 29 giugno ore 20
Frédéric Mitterrand

documentariste
Les aigles foudroyés

Dal 1896 al 1918, da Londra a Ekaterinenbourg, passando per Copenhagen, Vienna, Berlino, Sarajevo o Verdun, Frédéric Mitterrand racconta, fra il romanzo d’appendice e la lezione di storia, gli ultimi anni della dominazione in Europa delle secolari dinastie dei Romanov, degli Asburgo, degli Hohenzollern, di cui “Le Aquile” erano il simbolo.




Mémoires d’exil

1918: L’Europa delle famiglie imperiali viene spazzata via. Feriti, umiliati, in rovina, persi in un mondo nuovo, i sopravvissuti di queste famiglie, scampati a tale distruzione, si disperdono in esilio.

Frédéric Mitterrand ne ripercorre le vicissitudini, li incontra personalmente e ci guida in un viaggio appassionato fra i loro ricordi. 


La délivrance de Tolstoï

Il film, girato in Russia a Iasnaïa Poliana dove Tolstoï visse, e alla stazione di Astapovo dove il geniale scrittore morì, si basa sulle lettere, sui diari dei protagonisti e sui filmati orginali dell’epoca.




Limonaia Poli

27 giugno • ore 12,00
Incontro

con Frédéric Mitterrand
Partecipano Sforza Ruspoli

Emanuele Filiberto di Savoia

Con Laura Laurenzi



Sala Frau 11 luglio

LE CHANT DES MARIÉES IL CANTO DELLE SPOSE

2009, Francia - 35mm, 100 min, col.

Regia, soggetto,sceneggiatura Karin Albou

Fotografia Laurent Brunet

Montaggio Camille Cotte

Scenografia Khaled Joulak

Costumi Tania Shebabo-Cohen

Musica François-Eudes Chanfrault

Suono François Guillaume

Produttori Laurent Lavolé, Isabelle Pragier

Produzione Gloria Films

Coproduzione France 3 Cinéma

Distribuzione Archibald Enterprise Film Srl
Anteprima italiana

SEGUE INCONTRO Con Fiamma Nirenstein e Andrea Purgatori

Con


Lizzie Brocheré (Myriam), Olympe Borval (Nour), Najib Oudghiri (Khaled), Simon Abkarian (Raoul), Karin Albou (Tita)

Tunisi, 1942. Le sedicenni Nour e Myriam sono amiche d’infanzia e abitano in un quartiere popolare in cui ebrei e musulmani convivono in armonia. Entrambe desiderano segretamente vivere la vita dell’altra: mentre Nour rimpiange di non andare a scuola come l’amica, Myriam invidia la relazione sentimentale tra Nour e Khaled. Quando l’esercito nazista fa il suo ingresso a Tunisi, entrano in vigore le leggi razziali contro gli ebrei e a Tita, la madre di Myriam, viene impedito di lavorare. Decide così di dare la figlia in sposa a un ricco medico, distruggendo i suoi sogni d’amore.

Ho scritto questo film perché mi è successo spesso, dopo il matrimonio, di perdere di vista degli amici intimi. Non che io la viva come una fatalità, ma questa cosa mi ha spinto a riflettere sulla forza delle amicizie di gioventù, segnate da un desiderio incosciente e da un pressante bisogno di identificazione. Ho voluto estendere la mia esplorazione cinematografica dei rapporti intimi tra i personaggi ai loro corpi e alla loro sensualità. È un film sulla femminilità, la scoperta dell’erotismo, il rapporto con l’altro.”

Karin Albou

Karin Albou

Nata nel 1968, dopo aver frequentato corsi di arte drammatica, danza e lingue e letteratura araba, ebrea e francese, ha studiato cinema a Parigi. Il suo primo cortometraggio, Chut (1992), ha vinto il premio per la Miglior opera prima di Cinécinéma. Dopo una breve esperienza nel documentario con Mon pays m’a quitté (1995), ha deciso di occuparsi dell’Algeria, il paese di cui è originario il padre, con il mediometraggio Aid el kébir (1999), vincitore del Gran premio della giuria al Festival di Clermont-Ferrand. La Petite Jérusalem, il suo primo lungometraggio, è stato selezionato all’interno della Settimana della critica al Festival di Cannes nel 2005, dove ha vinto il premio per la Miglior sceneggiatura, e ha ricevuto due nomination ai César.



Filmografia

Chut (cm, 1992), Mon pays m’a quitté (mm, doc., TV, 1995), Aid el kébir (mm, 1999), Innocente (TV, 2000), La Petite Jérusalem (2005), Le Chant des mariées (2008).

Robin Heidi Kennedy

Inaugurazione della scultura di Robin Heidi Kennedy raffigurante il coreografo Jerome Robbins.


Teatro Nuovo 5 luglio
INAUGURAZIONE della Terrazza Robbins

e dell’opera scultorea di Robin Heidi Kennedy
L’artista Robin Heidi Kennedy è nata in Messico a Coyoacàn da madre tedesca e padre irlandese. Mentre viveva ancora a Città del Messico ha cominciato la sua attività artistica con il “ritratto”, disegnando caricature nei bar degli alberghi della Zona Rosa a soli diciassette anni. Poco dopo arriva in Italia per studiare scultura. Terminati gli studi, lavora quasi un decennio in teatro e nel cinema, fra l’Italia e gli USA, come artista scenografa. Ritorna a dedicarsi alla scultura che rappresenta la sua principale attività, producendo opere nel suo studio situato nella campagna di Spoleto ed in quello di Red Hook a Brooklyn.

La terrazza monumentale dedicata a Jerome Robbins è stata proposta alla Kennedy nel 2005 dalla Fondazione Robbins di New York. Ciò avvenne in occasione del decimo anniversario della scomparsa del grande coreografo, che cadeva nel 2008. Robbins ha sempre portato Spoleto nel suo cuore come luogo di elezione e questo rende essenziale la presenza di un’opera che lo rappresenti. In quel periodo il Teatro Nuovo era in via di restauro ed il Sindaco Brunini ha accolto con entusiasmo l’idea di un monumento a Robbins nel teatro principale della città. Quest’anno si chiude l’anno dedicato a Jerome Robbins con la partecipazione da parte di tanti teatri di tutto il mondo (Principalmente l’Opera di Parigi, e il New York State Theatre al Lincoln Center. Dal luglio 2008 al luglio 2009). A Spoleto, nel Teatro Nuovo, gli viene dedicata la terrazza con un progetto che consiste in un complesso monumentale ideato ed eseguito dalla Kennedy, che comprende una statua in bronzo a grandezza naturale ed una “libreria teatrale”. La libreria su tre piani contiene 28 figure che rappresentano alcuni personaggi presi dai balletti più conosciuti di Robbins e altri creati apposta da lui per Spoleto per varie edizioni del Festival dei Due Mondi.

Il modello della “libreria teatrale” o “theater cabinet” a grandezza reale è stato gia esposto al Lincoln Center in occasione della mostra sulla vita di Jerome Robbins ed è ora destinata ad essere installata nel Baryshnikov Arts Center adiacente al teatro che porta il nome di Jerome Robbins.

L’artista Robin Heidi Kennedy ha lavorato più volte con la Galleria Bonomo che ne ha seguito il procedere e lo sviluppo legato principalmente alla scultura. A Roma negli anni ’90 hanno avuto luogo due grandi mostre alla galleria Bonomo. Nella Galleria Bonomo di Bari si sono susseguite ripetute esposizioni anche recentemente il rapporto di lavoro è continuativo. Le sue mostre dedicate principalmente alla scultura si accompagnano a progetti e disegni di rara espressività.



La “libreria teatrale” già inserita nel muro della terrazza del teatro, descrive con la leggerezza della danza e la forza del segno della Kennedy alcuni momenti delle rappresentazioni. La statua che riproduce la figura di Robbins emana una particolare magia perché esprime la tensione plastica del soggetto unitamente ad una interiore ansia di ricerca nel mistero dell’arte della danza e nella sua spiritualità
18:30 Cocktail, Terrazza Robbins, Teatro Nuovo

20:30 Inaugurazione Terrazza Robbins e opera scultorea di Heidi Robin Kennedy, Teatro Nuovo

22:00 Spettacolo, Omaggio a Jerome Robbins, Teatro Romano

Teatro Romano 3 luglio ore 21.30
PREMIO SIAE
SIAE e Spoleto52 Festival dei 2Mondi

La collaborazione tra la SIAE e il Festival dei Due Mondi di Spoleto è il risultato di una straordinaria sequenza di “affinità elettive”: da una parte la SIAE, da sempre in primo piano sul fronte della valorizzazione del patrimonio culturale del nostro Paese, dall’altro il Festival dei Due Mondi, una tra le più prestigiose manifestazioni della cultura e dello spettacolo in Italia, che sin dall’anno della sua fondazione ha posto l’accento soprattutto sull’importanza dell’innovazione e della ricerca negli ambiti della musica, dell’opera lirica, della danza e del teatro.

Da tale incontro di valori condivisi, è nata l’idea di un Premio, che verrà attribuito ogni anno, a partire dal 2010 da un Comitato di esperti, scelto dal Festival dei Due Mondi, quale sostegno delle “nuove carriere” di giovani autori italiani di: coreografie, scenografie e scrittura di testi teatrali.

In un’epoca, in cui la vita teatrale in senso lato assume sempre più spesso il carattere di una riproposta del repertorio già noto – sia pure in molti casi autorevole – appare essenziale incoraggiare il lavoro creativo di nuovi autori focalizzando lo sguardo sugli orizzonti di un linguaggio artistico “in divenire”, che rappresenti l’idea di una continuità e nello stesso tempo di un progresso nell’ambito dell’espressione artistica.

Alessandra Ferri

Un mito della danza al di là della danza

Un Premio speciale della SIAE viene attribuito quest’anno ad Alessandra Ferri, straordinaria étoile internazionale e instancabile promotrice della danza e della coreografia italiana nel mondo.

Oltre a danzare tutti i classici del repertorio romantico e i più importanti capolavori coreografici del Novecento, Alessandra Ferri è stata sospinta dalla sua inesauribile curiosità di artista verso orizzonti sempre nuovi e sorprendenti, dando prova di straordinario talento, generosità e passione.

Alessandra Ferri è diventata un mito della danza al di là della danza, trasformandosi – nel nostro immaginario collettivo – in una magnifica incarnazione moderna della vitalità e della leggerezza.
Questioni di identità
L’immagine di Edipo che interroga la sfinge è divenuta – per tutto il Novecento – l’allegoria della moderna condizione dell’essere umano. È con la pubblicazione de L’interpretazione dei sogni (1899), infatti, che Sigmund Freud metaforicamente apre il secolo forse più tragico della storia umana. Si diceva che un’immagine presa dal mito greco definisce meglio di ogni altra la modernità come condizione dell’incertezza. L’uomo è sempre più solo e sempre più estraneo: una sorta di naufrago parzialmente straniero in ogni luogo ed in ogni ruolo. Egli è anche straniero a casa propria: come dice Sigmund Freud egli è anche spogliato della certezza del proprio essere, abitato da un inconscio che lo disturba e lo disorienta. La storia di Edipo – e in questo è la sua grande modernità – è la storia della ricerca di origine e identità; di un esiliato che – inconsapevolmente scacciato dalla propria casa – vi ritorna di nuovo inconsapevolmente; ritorna da estraneo eppure ne prende il governo. La sua saggezza – che lo rende re – è immersa nell’inconsapevolezza. Il suo destino è una ricerca che lo avvicina alla verità e che al contempo lo perde.

Forse non a caso nel mito di Edipo assume un ruolo fondamentale un’altra figura, la cui saggezza è figlia della sua ambiguità: Tiresia, colui che uomo visse sette anni come donna.

Il Novecento, almeno per coloro che si sono formati nell’alveo del pensiero psicoanalitico, è secolo che nasce sotto l’influsso di queste riflessioni. Paul Ricoeur ci dice che l’aura di sospetto che caratterizza il pensiero novecentesco è figlia non solo della psicoanalisi ma anche del contributo di due pensatori così radicalmente diversi e così radicalmente capaci di minare le solidità delle consuetudini: Karl Marx e Friedrich Nietzsche. È il sospetto, quindi, la vera chiave dell’uomo moderno: nulla è dato; nessun punto su cui stare saldi. Ogni ricerca di fondamento si scioglie sotto l’incalzare dello scandaglio del pensiero e, forse, sotto l’incalzare di una velocità delle trasformazioni sociali che rende ogni affermazione desueta un secondo dopo l’essere stata pronunciata.

Tuttavia, così come nel caso di Edipo, la sua caduta e il compimento del suo tragico destino si realizzano proprio giungendo là dove egli credeva di trovare scampo. Così il Novecento ha costruito e riproposto il tema dell’identità, proprio forse per consentire che se ne compisse il tragico destino. Siamo oggi tutti “disidentici”, per utilizzare una bella espressione di Giampaolo Lai. Più che di identità viviamo costantemente immersi in una sorta di “disidentità”: sessuale, sociale, culturale, religiosa.

È questa identità/disidentica con nella quale ci imbattiamo nel nostro agire di terapeuti, sociologi, antropologi e certamente anche di scrittori.

Mario Vargas Llosa ha scritto una piéce teatrale che combina l’arte della finzione propria della letteratura con un suggestivo ricercare analitico, in cui ogni desiderio ha forza e chiarezza e contemporaneamente fragilità e ambiguità. Ogni essere umano oscilla tra Oblomov e Stravogin; tra sogno e delirio. Tra affermazione della propria identità e smarrimento nella propria ambiguità. Egli inoltre coglie a pieno uno dei temi della riflessione analitica sull’amore omosessuale: sospeso tra inversione (il voler appartenere all’altro sesso), e il suo opposto ovvero la ricerca del simile, secondo alcuni quale espressione della paura del diverso, secondo altri quale rimozione della paura del simile.

Eppure, come accade spesso ai grandi scrittori, egli offre una chiave per guardare al tema dell’identità anche in altre discipline e riflettere su cosa renda questo concetto indispensabile ed inservibile allo stesso tempo. Così come il personaggio di Vargas Llosa cerca un fondamento al suo amore e proprio nel cercarlo lo perde, così le questioni di identità che oggi ci aggrediscono, mostrano la limitatezza di questo concetto e proprio nella sua limitatezza la possibilità di un utilizzo non violento. In cui l’identità non sia ragione di costruzione di pensieri normativi, esclusivi, marginalizzanti, ma al contrario di pratiche di tolleranza e di accoglienza.

Il tema dell’identità, tuttavia, oggi si declina anche e soprattutto in riferimento alla compatibilità di identità culturali eterogenee e alla sostenibilità sociale di società sempre più complesse e multiple. Per la prima volta è stata realizzata, nel nostro paese, una grande indagine su questo tema, intervistando 12.000 immigrati in Italia. L’ISMU, con l’aiuto di 15 centri di ricerca, ha indagato il livello di integrazione della popolazione immigrata: quasi quattro milioni di uomini, donne, bambini che, come ben sappiamo, sono una delle parti più vive della nostra società. L’anticipazione dei dati di questo grande lavoro costituisce l’occasione per ricordare come la riflessione sull’identità si faccia più forte laddove i flussi migratori consentono a milioni di uomini e donne con origini, storie, lingue, costumi diversi di vivere l’uno accanto all’altro.

Il secondo appuntamento muove dalla presenza di Vargas Llosa a Spoleto e quindi dalla possibilità di ascoltare la sua lectio magistralis su identità e letteratura, che aprirà la giornata di riflessione multidisciplinare, con psicoanalisti, sociologi, antropologi, studiosi delle religioni. Questioni di identità, infatti, si impongono, come detto in precedenza, con forza inusitata, e non c’è scienziato sociale, ma neppure biologo o medico che non sia in qualche modo chiamato a riflettere su questo tema. Tra i molti aspetti su cui indirizzare il lavoro di confronto si cercherà di privilegiare, anche a ragione del tema che percorre l’opera teatrale di Vargas Llosa, nonché delle sfide poste dai fenomeni migratori, la possibilità di cambiamento, i sincretismi, le abiure ed le conversioni.

Le identità culturali, religiose, linguistiche, politiche ci hanno mostrato che, seppur con sofferenza, con lotte, talvolta massacri, sono possibili, forse, affrancamenti e trasformazioni. L’identità sessuale e di genere, seppur in modo diverso, è stata invece “biologizzata”, “naturalizzata”, divenendo di fatto immodificabile, se non a ragione di un atto contro natura. Tutto ciò oggi non è più vero: il limite è stato passato e le nostre città non sono state distrutte come Sodoma e Gomorra.

È del resto questo il tema da cui, come si diceva, muove Vargas Llosa: così non stupisca che su questo si ritorni, proponendo una lettura, a cura di Pino Micol, di un testo, anch’esso teatrale, Ma il mio nome è Marilyn, di uno psicoanalista e autore di teatro – Sandro Gindro – che agli inizi degli anni Ottanta ha affrontato e messo in relazione in modo assai originale travestitismo, omosessualità ed una rilettura dell’Edipo. Quasi una sorta di controcanto del lavoro di Vargas Llosa. Che, infine, con Pamela Villoresi per la regia di Maurizio Panici, chiude questo percorso ideale, Appuntamento a Londra.

Questioni di identità
Programma Degli Eventi
A cura di

Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali

Università Cattolica

Fondazione ISMU – Iniziative e Studi sulla Multietnicità


Questioni di identità, questioni di integrazione.
Presentazione dei dati della prima ricerca nazionale sui processi di integrazione dei cittadini stranieri in Italia, coordinata da ISMU.

Martedì 7 – ore 17.30 (luogo da definire)
Intervengono: Prof. Vincenzo Cesareo, Prof. Giancarlo Blangiardo, Dott. Maurizio Silveri, coordina Raffaele Brancalenti presidente IPRS
Conclusioni: Dott. Maurizio Silveri, Direttore Generale Immigrazione del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali

Convegno scientifico
Mercoledì 8 – ore e luogo da definire
Questioni di identita’

Convegno muldisciplinare su conversioni, sincretismi, abiure
Lectio magistralis: Mario Vargas Llosa

Ne discutono: Prof. Andrea Bixio, Padre Paolo Gamberini S. J., Prof. Franco Voltaggio, Prof.ssa Annamaria Giannini, Dott. Massimo Fini, Dott. Raffaele Bracalenti, Prof. Efrain Kristal
Ore 17.30 Pino Micol legge Ma il mio nome è Marilyn, di Sandro Gindro
Mercoledì 8, ore 20. 00 o Caio Melisso

Prima: Mercoledì 8 luglio - ore 20 - Caio Melisso

Replica: Giovedì 9 luglio - ore 21 - Caio Melisso

Appuntamento a Londra, di Mario Vargas Llosa
con Pamela Villoresi, David Sebasti,

Regia di Maurizio Panici


“Appuntamento a Londra” non si svolge nel mondo del reale, del veritiero, ma trasloca nella pura soggettività del protagonista; un territorio che, nonostante al principio sembri essere fatto solo di ricordi dolorosi e teneri, alla fine scopriamo che è fatto soprattutto di invenzioni: un mondo di finzione. In questo modo, anche in questa opera, al di sopra e al disotto di quelli che io volevo fossero i temi centrali della storia – l’amicizia, la forgiatura dell’identità come atto vitale creativo e ribelle, i riti e i malefici del sesso nella vita segreta della persone – mi si impose un argomento che mi ha appassionato in maniera ricorrente in vari dei miei romanzi e tutte le opere teatrali che ho scritto: la finzione e la vita, il ruolo che quella gioca in questa, la maniera in cui l’una e l’altra si alimentano, si confondono, si respingono e si completano in ogni destino individuale. Senza dubbi, il palcoscenico è lo spazio privilegiato per rappresentare quella magia di cui è fatto anche la vita della gente: quell’altra vita che inventiamo perché non possiamo viverla davvero, ma solo sognarla grazie alle splendide bugie della finzione.

Mario Vargas Llosa


Pubblicazioni

Pubblicazione de “Appuntamento a Londra traduzione di Ernesto Franco per Einaudi.

Pubblicazione di “Questioni di identità” (editore da definire)

Partecipano

(in ordine alfabetico)


  • Prof. Andrea Bixio, Professore Ordinario di Sociologia, Università La Sapienza Roma

  • Prof. Giancarlo Blangiardo, Ordinario di demografia all’Università di Milano Bicocca

  • Dott. Raffaele Bracalenti, Presidente I.P.R.S.

  • Prof. Vincenzo Cesareo, Professore Università Cattolica del Sacro Cuore.

  • Dott. Massimo Fini, giornalista, scrittore e drammaturgo

  • Padre Paolo Gamberini S. J., Professore Associato di Teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale

  • Prof.ssa Anna Maria Giannini, Ordinario di Psicologia, Università La Sapienza Roma

  • Prof. Efrain Kristal Capo Dipartimento di letteratura comparata U.C.L.A. University College Los Angeles

  • Signor Pino Micol, Attore

  • Signor Maurizio Panici attore, autore e regista teatrale

  • Signor David Sebasti attore teatrale

  • Dott. Maurizio Silveri, Direttore Generale Immigrazione del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali

  • Sig.ra Pamela Villoresi attrice e regista teatrale

  • Prof. Franco Voltaggio, Storico della filosofia e della scienza



Palazzo Collicola dal 27 giugno

Ingresso via Loreto Vittori
Andrea de Carvalho

CIRCUS ERRANS

Promossa dal Comune di Spoleto


Inaugurazione 27 giugno ore 12.00
Acrobati, cavallerizzi, fachiri, pagliacci, freak.

Nell’arena circolare, ad ogni apparizione, alcuni soggetti si assumono il rischio, giocando con l'identità, spingendo il corpo oltre i limiti; in bilico tra meraviglia e desolazione, polvere e stelle, angeli e demoni. L'azione circense catapulta l'atleta oltre frontiera, beffando le leggi e la forza di gravità dei comuni mortali.

Il Circo soprattutto è un monumento all'assurdo, un'apparizione anacronistica ma anche una piazza aperta al nomadismo in mezzo alla giungla di cemento delle nostre metropoli. In questa epoca di globalizzazione e di disagio, il circo itinerante è un prova di resistenza, di trasgressione del nuovo ordine, che trasforma il luogo in cui si trova in un universo incantato.

E’ questa l’immagine che Andrea de Carvalho vuole usare ricreando nell'immaginario personaggi veri, la chiassosa banda di coloro che tutte le sere si misurano con la crudeltà della pista e con sua ritualità magica.


Elemento base delle opere murali sarà la fotografia: una serie di artisti contemporanei saranno invitati ad essere fotografati travestiti da personaggi circensi in una epopea dell’identità mutante. Con queste foto saranno realizzati dei tappeti scenografici del così detto circo.

Delle sculture rappresenteranno acrobati, cavallerizzi, fachiri, creando una serie di lavori assemblati con materiali eterogenei (foto, oggetti, ceramiche, materiali comunque poveri o del quotidiano...)


Il circus di Andrea de Carvalho è un gioco d'equilibrio tra la leggerezza del sogno e la profondità della memoria. Nei suoi lavori viene evocato lo spazio magico in cui gli oggetti trovati, le simbologie sublimate in puri segni e colore, persino le memorie intime si articolano in un insieme compatto e sontuoso.

La capacità di manipolazione e la solarità dell'artista brasiliana, la naturalezza con cui costruisce immagini sorprendenti, come se già esistessero allo stato fluido, come se gli oggetti disparati fossero stati creati e poi dispersi nel mondo nell'attesa di essere riuniti per creare l'immagine (il Circo), trova in queste opere il suo risultato più alto.


Andrea de Carvalho

Via Buglicheto,3

06031 Bevagna (PG)

346-1573336

andrea_de_carvalho@hotmail.com


Palazzo Collicola dal 5 luglio al 4 ottobre

Palazzo Collisola, Piano nobile, Spoleto
MAURIZIO MOCHETTI

a cura di Giovanni Caradente


Incontro tra Arte, Fisica, Progresso Tecnologico e… Velocitá.
Promossa dal Comune di Spoleto
Inaugurazione 5 luglio ore 12.00
Un Maestro tra i più originali e sorprendenti dell’odierna ricerca artistica.
Maurizio Mochetti è l’artista della nuova dimensione dell’arte, determinata dal suo confluire nel progresso scientifico e dal fatto che l’opera diventa un insospettato evento tecnologico.

La rivoluzione elettronica che a grandi passi ha conquistato l’etere dell’ultimo ventennio – telefonia cellulare, e-mail, raggi laser, comunicazioni lampo - non poteva lasciare indifferente il mondo dell’arte. Fin dal 1968, quarant’anni fa, Mochetti è in tal senso sulla breccia spesso con un risultato pressoché divinatorio. In quell’anno, nella sua prima mostra personale alla Galleria La Salita di Gian Tomasso Liverani egli presentò dieci progetti nei quali veniva affrontato per la prima volta l’analisi mentale di una esperienza visiva. A presentare quella mostra fu Marisa Volpi che scrisse il primo testo critico sul lavoro del giovane esordiente. Il cammino di Mochetti è stato da allora lucido e costantemente avveniristico. Alla Biennale del 1988, diretta da Giovanni Carandente, egli era presente con una spettacolare sala personale, accanto a quelle di Kounellis e di Marisa Merz. Sue personali si sono susseguite in tutto il mondo e l’ultima che ha prodotto un volume monografico con il bel testo critico di Germano Celant è stata lo scorso anno a Sassuolo in quel palazzo Ducale, ordinata dal Soprintendente Filippo Trevisani. Dal 2003 Mochetti insegna nella Facoltà di Architettura dell’Università di Roma.

La mostra a Spoleto, voluta da Giovanni Carandente, presenta un insieme cronologico dello sviluppo progettuale dell’opera dell’artista inserito nelle sale dell’appartamento nobile del Palazzo Collicola, una bella sfida tra antico storico e moderno elettronico.

San Simone dal 2 al 12 luglio
Raul Gabriel

Xfiction
Opera video

Durata 13’39’’

Elaborazione finale: 2008-2009
Inaugurazione 2 luglio ore 18.00
Promossa dal Comune di Spoleto
Il titolo dell’opera sta ad indicare la compresenza di una duplice interpretazione, una riferita a “crucifixion” ed una riferita a “racconto X”. La compresenza come segno della indecifrabilità insita nell’opera poetica, che non può prescindere dalla partecipazione personale per una comprensione “orientata”.
Xfiction nasce come pensiero sul modo di affrontare il video eliminando progressivamente tutto ciò che ne fa un oggetto referente. Cronaca, cromatismi, montaggi, velocità, colpi di scena, alta definizione è ciò che rappresenta la moda del fare video, è esattamente ciò da cui Xfiction è epurata.

Videoarte è cattura di un’altra frequenza rispetto alla cinematografia, esattamente come la poesia sta al romanzo.

Xfiction nasce da trenta secondi di video originale, e i suoni apocalittici, quasi di respiro cosmico, non sono altro che i suoni della banale realtà di quel momento, ripresi e “geneticamente modificati” nella loro struttura intima ma – per mantenere il parallelo biochimico – senza alterarne le componenti. Trarre dalla realtà quotidiana la visione, la possibilità di lettura altra, la profezia di babilonia nascosta tra le trame dell‘immondizia metropolitana. In questo percorso, però, a differenza di altre esperienze, si rifiuta la “citazione” del banale e quotidiano, per ricondurre invece l’immagine ad un archetipo primordiale, paleo-espressivo, essenziale, con un rigore iconico “feroce” ed una totale non collocabilità storica.

Messaggio diretto, in intermediario, senza alcun compiacimento, ibrido formale che non rifiuta la tecnologia, ma che ha la pretesa di superarne la dittatura che trova fin troppi servili adepti in critici e artisti nel contemporaneo.



Raul Gabriel

Artista italo-argentino nato nel 1966 a Ensenada (Buenos Aires).

Vive e lavora tra Londra, Milano e Roma.

Principali mostre personali

Milano, Fabbriche Eos, maggio-giugno 2000: Angeli

Milano, Galleria San Carpoforo, giugno-settembre 2000

Ravenna, Galleria Poggi, novembre 2001-gennaio 2002: Fierce Painting

Bologna, Fondazione Ca’ La Ghironda, dicembre-gennaio 2003: Il Corpo e l’anima

Milano, Fondazione Mudima, febbraio 2003

Londra, Battersea Park, febbraio 2005: video installazione

Milano, Chiesa Rossa, aprile 2005: installazione pittura

Milano, Grossetti arte contemporanea, Miart 2006: Project room

Londra, Broadbent Gallery, luglio settembre 2006: Welcome to his world

Torino, Ex Cappella Reale, settembre 2006: Xfiction, video installazione

Roma, Studio Pino Casagrande, marzo-aprile 2007: Cerchi di grana

Milano, Grossetti arte contemporanea, settembre-ottobre 2007: Urban Trash

Perugia, Galleria Armory Contemporanea, marzo-aprile 2008: Colorenoncolore

Roma, Wunderkammern, ottobre-novembre 2008: Lateral: beauty is a sidewhore eating my liver out

Eventi

Milano, Spazio Oberdan, Rassegna Internazionale Mostrainvideo, novembre 2006: Gm Traffic lights Concert, performance videosonora

Roma, Teatro Vascello, marzo 2007: Gm Traffic lights Concert, performance videosonora

Firenze, Fortezza da Basso, ottobre 2008: Bak2Berlin, video installazione


Principali Mostre Collettive

Milano, Palazzo delle Stelline: Periscopio 2000

Rimini, agosto 2000: Personae, a cura di Luciano Caramel

Assisi, Basilica della Porziuncola luglio-ottobre 2000: Per-dono

Postumia, 2002: III Biennale di pittura

Monza, Villa Reale, 2002: Biennale di pittura (premiato)

Roma, 2003-2005: XIV Quadriennale

Londra, Broadbent Gallery, febbraio-marzo 2004: Will and compulsion

Londra, Chisenhale Studios, settembre 2004: Open studios

Londra, Bow arts studios, giugno 2005: Open studios

Viterbo, settembre 2005: Genius Loci, installazione pittorica Piazza dei Papi

Milano, Grossetti arte contemporanea, giugno 2006: Surprise

San Gabriele, Fondazione Stauros, luglio 2006: XII Biennale d’arte Sacra Contemporanea

Colonia, novembre 2006: Art fair 2006

Milano, Galleria Derbylius, giugno settembre 2006: Leggere non leggere

Milano, Grossetti arte contemporanea, gennaio 2007: Gallery artists

Londra, Bow arts, giugno 2007: Open studios

Berlino, settembre 2007: Berlin Art Fair

Berlino, Artmbassy Gallery, ottobre 2007: SPQR

Berlino, Flughafen Berlin Tempelhof, ottobre 2008

Miami, Miami Scope, dicembre 2008

Milano, Università Cattolica ,Chiostro del Bramante,installazione pittorica, marzo-maggio 2009



Interventi

Università di Bergamo, Dipartimento di Storia dell’Arte, aprile 2004

Accademia di Brera, Milano; Dipartimento arte sacra contemporanea, giugno2005

Università Cattolica, Milano, Dipartimento di Storia dell’Arte, ottobre 2005

Facoltà Teologica dell’Italia Centrale, Firenze, Master di Architettura, marzo 2006

Mary Mount International School, Roma, febbraio 2007



Progetti futuri

giugno 2009, La Poesia di Dio, monografia sull’opera di Raul Gabrielprodotto ed edito da FMR (Franco Maria Ricci) con testi di

Mons. P. Sequeri, F. Holderlin, F.W. Nietzche, D.M. Turoldo, C. Peguy, H. Michaux, B. Pasternak, J. Donne, G. Ungaretti, edizione limitata.

Berlino, autunno 2009, Artmbassy Gallery e Studio Casagrande: Mostra personale, Bak2Berlin



Articoli recenti

Repubblica, 03 04 2007 (Linda De Sanctis)

Messaggero, 25 03 2007

Espresso, aprile 2007

Terzo occhio, aprile giugno 2007 (Gabriele Simongini)

Next Exit, aprile 2007 (Gianluca Marziani)

Exhibart, aprile 2007 (Angel Moya Garcia)

Vernissage (Il Giornale dell’Arte) autunno 2007



Collezioni pubbliche e private

Collezione Schellekens London

Collezione Davenport London

Collezione Richards London

Collezione Boughart Mougins-London

Collezione Nathalie Hambro London

Collezione Civica di Arte Contemporanea Palazzo Reale Monza

Collezione Muller Switzerland

Collezione Amparo Madrid

Collezione Colombo Milano

Collezione Stramezzi Milano

Fondazione Mudima Milano

Fondazione Cà La Ghironda Bologna

Museo Stauros Arte Sacra Contemporanea



Fiere

Milano e Bologna 2002, 2003,2004,2005,2006,2007

Colonia 2006,2007

Berlino 2007, 2008

Miami, 2008

…and you tool me

mostra personale di

GIANNI POLITI


a cura di Gianluca Marziani e Maria Letizia Bixio

Inaugurazione: Sabato 4 luglio ore 18:00


Fino al 12 luglio 2009

lun-ven 17-20 e sab e dom 17-21


CO2 contemporary art, Roma

c/o Via Fontesecca e via della Ponzianina, 61 Spoleto


Sabato 4 luglio alle ore 18.00, la galleria CO2 contemporary art di Roma, ha il piacere di presentare in occasione del Festival dei 2 Mondi di Spoleto, una personale dell’artista GIANNI POLITI, a cura di Gianluca Marziani e Maria Letizia Bixio, dal titolo “…and you tool me”.
“e tu mi usi”, è l’ironica risposta allo slogan “I tool U”, con cui a marzo 2009 si era presentato al pubblico il giovanissimo artista Gianni Politi, nella sua prima personale per la galleria CO2 contemporary art. Dall’elaborazione del romantico “I love you”, ad una acerba traslazione utilitaristica, meno amore e più pragmatismo. Intrigante e provocatore, volutamente ambiguo e trasversale, Politi incentra (o forse centra) il suo lavoro nel vuoto spazio infinito della carta intelata, dove la violenza di un tratto gestuale a grafite cela e svela null’altro che puri strumenti da lavoro. Oggetti familiari che si trasformano senza trasformarsi, semplici congegni manuali che agiscono sui nostri meccanismi emotivi in modo complesso e detonante.
La ricerca muove dal desiderio di ritrarre, nobilitati in nuove sembianze totemiche, oggetti d’uso comune, banali strumenti da lavoro per l’appunto, una rappresentazione realistica che in virtù della dilatazione spaziale diviene creazione e allo stesso tempo distruzione, senso e controsenso in una sola forma evocativa. Dice Gianluca Marziani: “Le apparizioni iconiche si trasformano in oggetti alieni dalle fattezze plausibili. Richiamando il cortocircuito surrealista di Konrad Klapheck, Politi indaga la metafisica ribollente della forma statica, scovando il fuoco interiore degli archetipi da lavoro manuale. Lo sguardo sul suo armamentario ci impone un’azione privata sui meccanismi del giudizio e del pregiudizio, sui sistemi che regolano il nostro volume morale”.
Enormi grafiti su carta intelata e fusaggini su carta da spolvero, due tra le tecniche impiegate per sintetizzare la forza dei suoi segni verticali, via via quasi automatici: tagli geometrici e profondi indagano oltre la superficie, spaziano nella tridimensionalità, portando la durezza dell’azione ad essere mezzo per cogliere la piacevolezza della percezione visiva. Ciò che più colpisce è la capacità di trasformare la bidimensionalità del disegno su carta in una sorta di scultura tridimensionale: ove ciò che solitamente è sottile e leggero, come una linea di grafite, riappare solido, pesante, sporco. In ogni opera restano impresse le tracce di un forte contatto fisico. Lo spettatore vedrà un microcosmo di oggetti riconoscibili che mutano in qualcosa di macroscopico e imponente, così da rendere un’innocua forbice più crudele e spaventosa di una granata.

Nell’immaginario di Politi gli “strumenti da lavoro” prescindono dalla tipologia del loro uso primario, dunque anche la guerra offre ai suoi operai/soldati un degno “armamentario” di Tools. Per l’occasione l’autore realizzerà un progetto installativo site specific, congiungendo il dolce e l’amaro di un feticcio bellico in un insolito binomio.



Biografia

Nato a Roma nel 1986, ha lavorato presso lo studio di noti artisti romani, come Gianluigi Mattia, Piero Pizzi Cannella.

Studiando filosofia ha scoperto il suo profondo interesse estetico per la modernità, analizzata e sviscerata attraverso l’uso di molteplici media artistici.

Nella serie “Tools”, l’artista inizia la sua ricerca sulle icone inorganiche del contemporaneo, sia dal punto di vista estetico, che politico, attraverso la rappresentazione e deflagrazione degli strumenti che sono utilizzati ogni giorno per difendere lo “status quo” dell’economia occidentale. Gli oggetti sono scelti tra le armi più letali usate dagli eserciti occidentali ma anche tra gli utensili che Politi impiega nei suoi lavori. Questa contrapposizione esprime sia la fascinazione per i materiali che la metafora del lavoro come mezzo di sopravvivenza contro il potere distruttivo delle armi e della politica aggressiva. Le due tipologie di strumenti sono utilizzate per raggiungere lo stesso fine: il beneficio di chi li utilizza. Uno però di ordine morale ed innocuo, l’altro violento ed irrispettoso. Nella serie “Red Flags”, invece, gioca ambiguamente con il terrorismo di stampo comunista dei decenni passati, che sta alla base del pensiero organico occidentale dei giorni nostri.

L’artista vive e lavora tra Roma e Milano.
Biglietteria

Informazioni:
Servizio Informativo
: +39.0743.77.64.44

(attivo dal lunedì al venerdì con orario 10:00/13:00 – 15:00/19:00; durante il Festival attivo tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00)



Fax: +39.0743.23.40.27
E-mail: biglietteria@festivaldispoleto.com

www.festivaldispoleto.com
Acquisto Biglietti:

(Inizio vendite dalle ore 16:00 di mercoledì 29 aprile 2009)

Acquisto on-line: www.ticketone.it

Punti vendita TicketOne in tutta Italia (per conoscere il più vicino è possibile chiamare il numero 892.101 o consultare il sito www.ticketone.it nell’area punti vendita)

Call Center TicketOne 892.101* attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 20:00 e il sabato dalle 9:00 alle 17,30; Pronto Pagine Gialle 89.24.24**  (attivo 24 ore su 24); 892.412*** Trovatutto di Telecom Italia (attivo 24 ore su 24)
* costo massimo della chiamata al minuto da rete fissa Telecom Italia € 1 senza scatto alla risposta.  Per la telefonia mobile le tariffe variano a seconda dell’operatore.

** costo massimo della chiamata al minuto da telefono fisso Telecom Italia € 0,36 alla risposta + € 1,56 al minuto. Per la telefonia mobile le tariffe variano a seconda dell’operatore.

*** da telefono fisso Telecom Italia e Wind: € 0,36 alla risposta + 1,56 € al minuto.  Da telefono pubblico Telecom Italia: 4 scatti alla risposta + 1 scatto ogni 2,6 secondi (1 scatto = € 0,10). Gli scatti successivi a quelli alla risposta sono addebitati all’inizio dell’intervallo di tempo previsto dal ritmo di tariffazione. Per la telefonia mobile le tariffe variano a seconda dell’operatore.

Promozioni e Riduzioni:
Tariffa Promozione

(applicata a coloro che acquisteranno i biglietti entro il 31 maggio 2009 su tutti i canali di vendita)



Residenti a Spoleto

Under 30 - Over 60

Convenzionati / Gruppi

Informazioni: promozione@festivaldispoleto.com tel. 0743.77.64.44
Ufficio Stampa – VerbaVolant

Marco Guerini
Tel. 02/84891579 Fax 02/89545278
Via Imperia, 16 – 20142 Milano

e-mail marcoguerini@festivaldispoleto.com




29 aprile 2009 www.festivaldispoleto.com /


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