Festival dei Due Mondi Spoleto



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Stephen Costello


Il debutto di Stephen Costello nella serata di apertura della stagione 2007-08 del Metropolitan Opera, annuncia l’arrivo di un grande nuovo tenore. La sua performance come Arturo nella nuova produzione di Lucia di Lammermoor sotto la direzione di James Levine lo porta a cantare il ruolo di Edgardo nella stessa stagione.

Compagnie di tutto il modo si sono mobilitate rapidamente per ingaggiare questo ventisettenne nativo di Philadelphia. Le sue ultime apparizioni includono Cassio in una nuova produzione di Otello al Festival di Salisburgo diretto da Ricardo Muti, il Duca in Rigoletto con la Deutsche Oper Berlin, Camille in La vedova allegra con la Lyric Opera di Chicago e la Dallas Opera, Nadir in Il pescatore di perle al Teatro Municipal di Santiago, Roméo in Roméo et Juliette con la Baltimore Opera, Alfredo in La traviata con la Florida Grand Opera, il ruolo del titolo in Roberto Devereux con la Dallas Opera, il ruolo del titolo in Faust con l’Opera Carolina, Edgardo in Lucia di Lammermoor con la Fort Worth Opera e la Montreal Opera, e Christian nella nuova opera di David DiChiera: Cyrano con l’Opera Company di Philadelphia. Nella stagione del 2009 si esibirà al Covent Garden a Londra nella Linda di Chamounix e nel Gianni Schicchi diretto da Antonio Pappano.

Ancora studente, Costello fa il suo debutto professionale nel ruolo di Rodolfo in La bohème con la Fort Worth Opera nel marzo 2006, e il suo debutto europeo con l’Opèra National di Bordeaux come Nemorino ne L’elisir d’amore nel settembre 2006. Debutta anche con la Dallas Opera come Leicester in Maria Stuarda e con l’Opera Orchestra di New York come il Pescatore in Guglielmo Tell. Canta il suo primo recital a Londra al Rosenblatt Recital Series nel gennaio 2006 e appare anche in concerto al teatro regio di Torino, al Boston Pops e come ospite con Federica von Stade a San Antonio.

Costello si è diplomato nel 2007 all’Academy of Vocal Arts di Philadelphia, dove ha interpretato il Duca in Rigoletto, Rodolfo ne La bohème, Nemorino in L’elisir d’amore, Ferrando in Così fan tutte, Fritz in L’amico Fritz, Roberto in Le villi, and Des Grieux in Massenet’s Manon.



Costello vince nel 2007 un borsa di studio dalla Richard Tucker Music Foundation, e nel 2006 una borsa di studio da Sara Tucker. Vince il primo premio nell’edizione 2006 della George London Foundation For Singers Competition, il Premio Audience nella Giargiari Competition e il primo premio nella Albanese Puccini Foundation Competition. Riceve anche l’Opera Club Award all’Academy of Vocal Arts ed è finalista nella Philadelphia Orchestra Greenfield Competition. Stephen Costello ha preso il diploma di Arts in Vocal Performance alla “University of the Arts” di Philadelphia. Studia con il famosissimo e internazionale maestro Bill Schuman.

Laura Tatulescu
Laura Tatulescu è nata negli Stati Uniti e ha cominciato la sua carriera musicale come violinista. Ha partecipato al Master in Musica presso la National Music University a Bucharest, Romania, dove si è diplomata in Opera nel 2005. Dal 1999, ha partecipato a recital, opere e concerti in tutta l’Europa.

Laura Tatulescu ha fatto il suo debutto nella lirica nel 2004 come Margherita nel Faust alla Romanian National Opera e, subito dopo, fu scritturata come solista dalla Vienna State Opera per il ruolo di Gianetta nell’ L’Elisir d’Amore, Tebaldo Don Carlo, Barbarina Le Nozze di Figaro, Bastienne Basien and Bastienne, Papagena Il Flauto magico; nel 2005, ha vinto l’ Uli Märkle Prize di Vienna per il talento più promettente. Solo due anni dopo ha debuttato in Susanna nelle Le Nozze di Figaro con la direzione d’orchestra di Philippe Jordan, la prossima stagione della Wiener Staatsoper la vedrà impegnata nel ruolo di Pamina, Flauto Magico, Despina in Cosi fan tutte (con Riccardo Muti), Adina nell’L’Elisir d’Amore e Nanetta in Falstaff.

Nelle sale concertistiche, L.Tatulescu canta sia brani di repertorio di Bach e Mozart, e Elijah di Mendelssohn sia quelle più diversi come la Sinfonia No 3. di Gorecki, lo Stabat Mater di Pergolesi , il Requiem di Faurè, il Gloria di Poulenc e di Vivaldi. Annovera numerosi ruoli come solista. Tra i direttori d’orchestra con cui ha lavorato figurano Riccardo Muti, Marco Armiliato, Phillipe Jordan, Adam Fischer, Danielle Gatti, Sebastian Weigle, Andris Nelsons e Peter Schneider.

I suoi recenti impegni includono Cosi fan tutte al Concertgebouw di Amsterdam con la Vienna State Opera, concerti in gala operistici con la Wiener Philharmoniker in Giappone (Tokyo e Nagoya); il ruolo di Lauretta nel Gianni Schicchi per la stagione di apertura 2008 della Los Angeles Opera, in una nuova produzione con la regia di Woody Allen e la direzione di James Conlon, e, un tour in Giappone con la produzione del Cosi fan tutte della Vienna State Opera, sotto la bacchetta di Riccardo Muti, nella quale interpreterà il ruolo di Despina.



Nella stagione 2009/10, raggiungerà la compagnia e debutterà con la Bavarian State Opera nel ruolo di Susanna. Il repertorio operistico di Laura Tatulescu include Zerlina Don Giovanni, Ilia Idomeneo, Musetta La Boheme e Sophie Werther

Teatro San Nicolò dal 3 al 5 luglio

MOZART

Comédie musicale di Sacha Guitry

Musica di Reynaldo Hahn


Direttore d’orchestra Jean Luc Tingaud

Regia, scene e costumi Pier Luigi Pizzi

Coreografie Gheorghe Jancu
Orchestra J. Futura

Mozart Sophie Haudebourg

Barone Grimm Jean Sorel

Marchese di Chambreuil Adrien Melin

Vestris Gheorghe Jancu

Grimaud Alexandre Marcelli

Madame d’Epinay Marie-Thérèse Keller

La Guimard Orianne Moretti

Mlle Marie-Anne de Saint-Pons Blanche Leleu

Louise Olivia Doray


Nuova produzione Spoleto52 Festival dei 2Mondi

Prima assoluta



Lo spettacolo è in francese con sottotitoli in italiano.
Rappresentata per la prima volta nel 1925 al Teatro Edouard VII, la comédie musicale Mozart nacque dall’incontro tra il commediografo e attore Sacha Guitry e il compositore Reynaldo Hahn. Guitry aveva scritto la commedia per sua moglie, la grande attrice Yvonne Printemps, ed insieme a lei, dopo la prima a Parigi, la portò con successo in tournee in città come New-York, Montreal e Boston: lei nel ruolo di Mozart, lui in quello del barone Grimm.

Il soggetto nasce dall’intuizione di accomunare i salotti parigini dei primi anni del ‘900, di cui sia Guitry che Hahn erano protagonisti, e quelli che il ventiduenne Mozart frequentò durante il suo secondo soggiorno parigino, quando la nobiltà francese non seppe riconoscere l’eccezionale maturità acquisita da quel bambino prodigio che tanto aveva applaudito anni prima.

La vicenda si svolge nei salotti del barone Grimm, protettore di Mozart, dove il giovane genio, finalmente libero dal rigido controllo paterno, è oggetto d’interesse da parte di signore di ogni età e ceto sociale diventando protagonista di lievi e divertenti giochi amorosi.
C’è Mozart, ma non la sua musica, c’è del marivauxdage ma senza Marivaux, c’è il secolo dei lumi ma con altre luci. Insomma cos’è? E’ un gioco impertinente, un erudito ed elegante pastiche nato dal genio decappante di Sacha Guitry con la complicità raffinata ed ironica di Reynaldo Hahn. Tutto avviene in un salon parigino degli anni Venti, da cui è passato Marcel Proust e in cui il tempo perduto si ritrova attraverso personaggi ed accadimenti remoti, che rivivono in un contemporaneo assolutamente naturale.”
Pier Luigi Pizzi
Sacha Guitry

Attore, regista commediografo e sceneggiatore francese nato a San Pietroburgo nel 1885. Autore di più di 120 commedie, di molte delle quali fu anche interprete. Protagonista della società parigina e marito dell’attrice e cantante Yvonne Printemps. Importante la sua produzione cinematografica sia come attore che come regista. La sua attività è fondamentalmente legata alla commedia boulevardière. Muore a Parigi nel 1957.


Reynaldo Hahn

Compositore, direttore d’orchestra, scrittore e critico musicale francese. Nato a Caracas nel 1875, si trasferisce con la famiglia a Parigi all’età di tre anni. Bambino prodigio, studia al conservatorio di Parigi con Jules Massenet. Famoso per le sue opera vocali, legato da una profonda amicizia a Marcel Proust, ha scritto opere, operette, commedie musicali, musiche orchestrali, da camera e di scena. Nel corso della sua carriera ha diretto molte opere di Mozart, anche al Festival di Salisburgo. Per molti anni fu critico musicale del Figaro. Alla fine della guerra, nel 1945, è nominato direttore dell’Opéra di Parigi, città nella quale morirà nel 1947.


Jean-Luc Tingaud

Dopo gli studi di pianoforte e direzione d’orchestra presso il Conservatorio di Parigi, Jean-Luc Tingaud è stato scelto come assistente da Manuel Rosenthal, allievo di Maurice Ravel, che ha fatto nascere in lui la passione per la musica francese. Nel 1997 fondò a Parigi “OstinatO”, un’orchestra da camera composta da giovani musicisti. L’orchestra si è esibita in molti teatri francesi, fra cui l’Opéra Comique di Parigi, l’Opéra di Bordeaux, l’Opéra di Nizza, il Teatro Imperiale di Compiègne, e in molti fra i più prestigiosi festival musicali di Francia. L’orchestra è stata anche invitata a tenere una serie di concerti per i giovani al Théâtre des Champs Elysées e dal 2007 ha ricevuto l’incarico di orchestra stabile per la serie di concerti che si tengono presso la Bibliotèque Nationale.


L’opera costituisce uno dei principali interessi di Jean-Luc Tingaud: fra le numerose opere da lui dirette, Pénélope di Fauré, Sapho di Massenet e Manon Lescaut di Auber al festival di Wexford, Ciboulette di Hahn per Opera Zuid, L’isola di Tulipatan di Offenbach, Le nozze di Figaro al teatro Mogador a Parigi, e La voce umana di Poulenc e La Périchole di Offenbach a Compiègne.
Fra i suoi impegni più recenti, Mireille di Gounod, l’Elisir d’amore, la Bohème, Così fan tutte e Carmen al teatro d’Herblay a Parigi, Romeo e Giulietta di Berlioz al Teatro Nacional de Sao Carlos a Lisbona, Tosca a Besançon, Werther al Festival della Valle d’Itria a Martina Franca, I dialoghi delle carmelitane di Poulenc a Saint-Etienne, Riders to the sea di Vaughan Williams a Reims, Véronique a Metz e Pélleas et Melisande di Debussy all’Opéra di Tolone. Fra le sue incisioni discografiche, la registrazione di Sapho fatta a Wexford, il Werther registrato a Martina Franca, La Péricole e Le Toréador di Adam registrati a Compiègne, I tesori nascosti dell’opera francese, registrazione di arie d’opera interpretate dal soprano Anne-Sophie Schmidt con l’Orchestra dell’Opera di Budapest, e la prima registrazione delle Chansons du Monsieur Bleu di Manuel Rosenthal, interpretate dal tenore Jean-Paul Fouchécourt. Dal 2002 al 2007 Jean-Luc Tingaud è stato direttore associato dell’Opéra Comique, dove ha diretto Rita di Donizetti, Le toréador di Adam, La princesse jaune di Saint-Saëns, Le calife de Bagdad di Boieldieu, Les bavards di Offenbach, Le mammelle di Tiresia di Poulenc e Angelique di Ibert. Nel 2004 ha debuttato al Barbican di Londra dirigendo l’English Chamber Orchestra con i solisti Joshua Bell e Steven Isserlis. Dal 2006 è direttore associato del Grand Théâtre di Reims, dove in questa stagione ha diretto La dannazione di Faust di Berlioz.

Pier Luigi Pizzi

Pier Luigi Pizzi è regista, scenografo e costumista di fama internazionale. Nato a Milano, si è formato alla facoltà di architettura del Politecnico e in teatro accanto a Giorgio Strehler. Di particolare importanza è stato il venticinquennale sodalizio con Giorgio De Lullo e la “Compagnia dei Giovani”. Ha al suo attivo una lunghissima carriera di almeno 500 spettacoli. Ha inaugurato nell’87 il Wortham Center di Houston con Aida di Verdi, e nel ’90 l’Opéra Bastille con Les Troyens di Berlioz, dopo dieci anni di permanenza nei teatri parigini. Nel 2005 ha partecipato alla riapertura del Teatro alla Scala con Europa Riconosciuta di Salieri. In questo teatro in più di quarant’anni di attività ha legato il suo nome a spettacoli memorabili come Armide di Gluck, fino al recente Die Lustige Witwe di Lehár. Ha inaugurato il Teatro delle Muse di Ancona con Idomeneo di Mozart e qui ha messo in scena Elegy for Young Lovers di Henze e Neues Vom Tage di Hindemith. Importante la sua collaborazione con il Teatro Real di Madrid del quale ha inaugurato la stagione 2005 con Traviata di Verdi e dove sta attualmente mettendo in scena la Trilogia di Monteverdi. Ha per un trentennio frequentato il Rossini Opera Festival, al centro di grandi riscoperte rossiniane. Pluriennale è anche la collaborazione con il Teatro La Fenice di Venezia dove ha creato spettacoli famosi come La Passione Secondo Giovanni di Bach, e i più recenti Thaïs di Massenet, Death in Venice di Britten e Die Tote Stadt di Korngold.

I suoi successi all’Opéra di Montecarlo gli hanno valso il titolo di Commandeur de l’Ordre du Mérite Culturel. Moltissimi altri riconoscimenti gli sono stati conferiti: il titolo di Grand’Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, Chevalier de la Légion d’Honneur, e di Officier des Arts et des Lettres in Francia, il premio Rubinstein “Una vita nella musica”, la cittadinanza onoraria della città di Bibbiena, le chiavi della città di Venezia, la Laurea Honoris Causa all’università di Macerata e poi almeno 8 Premi Abbiati dalla Critica Musicale Italiana. Un suo recente ritorno al teatro di prosa con Una delle ultime sere di carnevale di Goldoni è stato salutato con grande consenso e premiato ricevendo il premio Olimpico e quello della critica dalla critica per la miglior regia dell’anno.

Dal 2006 è direttore artistico dello Sferisterio Opera Festival, a Macerata.

Torna a Spoleto dopo D'amore si muore di Giuseppe Patroni Giffi rappresentato nell'anno dell'inaugurazione del Festival e dopo il memorabile Malato Immaginario di Molière che ha avuto come protagonista l'indimenticato Romolo Valli.
Jean Sorel

Nato a Marsiglia, Jean Sorel lascia la città natale nel 1944, poco prima che vi giunga l’occupazione tedesca e si trasferisce a Parigi, dove comincerà gli studi per la carriera diplomatica all’Ecole Normale Superieure. Per un caso fortuito sostituisce un amico attore in teatro e la passione per la recitazione provoca l’immediato abbandono degli studi. Il debutto nella carriera cinematografica avviene nel 1959, con un ruolo secondario nel film J’irai cracher sur vos tombes, di Michel Gast, e il successo arriva già l’anno dopo con Les lionceux di Jacques Bourdon. Nel corso della sua brillante carriera è stato diretto da grandi registi quali Luis Buñuel (Bella di giorno), Sidney Lumet (Vu du pont), Roger Vadim (La ronda), Luchino Visconti (Vaghe stelle dell’orsa), Dino Risi (L’ombrellone), Alberto Lattuada (L’amica), e molti altri. In teatro ha recitato in Alice par d’obscurs chemins, e nel 2001in Candido, ovvero… di Leonardo Sciascia.



Sophie Haudebourg

Sophie Haudebourg ha cominciato i suoi studi musicali con lo studio del violino, prima di dedicarsi al canto all’età di sedici anni. Finalista del concorso “Voix Nouvelles” nel 1998, entra a far parte della compagnia dell’Opéra Nationale di Lione, con la quale partecipa a numerose produzioni: L’Enfant e les Sortilèges di Albert Herring, The Rape of Lucretia, Il Flauto magico di Mozart nel ruolo di Papagena, La Petite Renarde Rusée (Chocholka), ruolo che riprenderà al Théâtre des Champs Elysées. Ha cominciato la sua carriera interpretando il ruolo di Sophie nel Werther, quello di Zerlina nel Don Giovanni, di Susanna nelle Nozze di Figaro, di Musetta nella Bohème.

In questi ultimi anni ha lavorato in Francia e all’estero; ha interpretato Jenufa (Jano) all’Opéra Royal de Wallonie, Javotte nella Manon all’Opéra di Avignone, La Périchole all’Opéra Comique, Elle nel L’Amour Masqué al Festival di Edimburgo, Pauline ne La Vie Parisienne all’Opéra di Bordeaux, Nadia ne La Vedova allegra all’Opéra Royal de Wallonie e all’Opéra Comique.

Nell’aprile 2009 l’Opéra di Nizza ha accolto Sophie Haudebourg per l’Orfeo di Gluck nel ruolo di Amore.



Orchestra J. Futura

Fondata nell’agosto 2006 per volontà dell’imprenditrice trentina Paola Stelzer e di Maurizio Dini Ciacci che ne diviene il direttore artistico, l’Orchestra, formata da giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni, si configura come un complesso dotato di grande versatilità stilistica ed esecutiva testimoniata da un’attività fra cui spiccano: la realizzazione dell’Opera di F. Poulenc La Voix humaine presso il Teatro Donizetti di Bergamo e il Teatro Malibran di Venezia in collaborazione con la Fondazione Teatro la Fenice, una serie di concerti in Austria, la partecipazione ad importanti Festival ed eventi concertistici (Verona, Barga, Bertinoro, Accademia Filarmonica Romana, Festival Mozart di Rovereto, Festival della Wallonie in Belgio, e due prestigiose esibizioni presso il Parlamento Europeo e il Consiglio d’Europa a Bruxelles). In collaborazione con la Scuola di Alto Perfezionamento Pianistico di Imola ha dato vita ad una serie di concerti accompagnando giovani solisti di talento.

Nel 2009 l’Orchestra sarà presente alla Biennale di Venezia e, durante l’estate, sotto la denominazione J. Futura International, darà vita a un complesso comprendente musicisti italiani, portoghesi e francesi al fine di inaugurare un’attività ed una rete di relazioni estese a livello europeo. A partire dal novembre 2009 fino all’aprile 2010 l’Orchestra sarà impegnata in un progetto mozartiano a Roma in collaborazione con l’Accademia Filarmonica. Tutti i progetti che l’Orchestra realizza sono preceduti da una fase preparatoria svolta da qualificati docenti di sezione. Maurizio Dini Ciacci, in veste di direttore artistico dell’Orchestra, trasferisce al complesso l’esperienza di musicista acquisita nel corso della sua carriera in Italia e all’estero.

Teatro Romano 3 e 4 luglio

CHOREOGRAPHING TODAY

La danza classica e' oggi nelle mani di tre coreografi: Wayne McGregor, Alexei Ratmansky, Christopher Wheeldon.

Nel 900 grandi maestri come Ashton, McMillan, Balanchine ,Grigorovich, Petit, creavano per le più importanti compagnie del mondo quali Bolshoi-Royal Ballet-American Ballet Theater-New York City Ballet. Questi tre coreografi sono i loro successori.

Choreographing Today e' una serata eccezionale e difficilmente ripetibile, mai in nessun teatro si e' avuta l'occasione di vedere insieme i loro balletti. E' una grande e unica opportunità che il Festival di Spoleto offre al suo pubblico: conoscere la danza classica dell'inizio del nuovo millennio.

Alessandra Ferri

Prima assoluta

Produzione in esclusiva per Spoleto52 Festival dei 2Mondi

programma
RUSSIAN SEASONS

Coreografia Alexei Ratmansky

Musica Leonid Desyatnikov

Interpreti Jared Angle, Jenifer Ringer, Abi Stafford, Jonathan Stafford, Wendy Whelan, Antonio Carmena, Adam Hendrickson, Rebecca Krohn, Amar Ramasar, Sean Suozzi, Alina Dronova, Georgina Pazcoguin



Principal e Soloists del New York City Ballet

AFTER the RAIN

Coreografia Christopher Wheeldon

Musica Arvo Pärt

Interpreti Wendy Whelan, Maria Kowroski, Teresa Reichlen, Craig Hall,

Jason Fowler, Edward Liang

MORPHOSES

THE WHEELDON COMPANY



Direttore artistico Christopher Wheeldon

ERAZOR


Coreografia Wayne McGregor

Musica The Plaid (Andy Turner & Ed Handley)


Interpreti Neil Fleming Brown, Catarina Carvahlo, Agnès López Rio, Paolo Mangiola, Ángel Martinez Hernandez, Anh Ngoc Nguyen, Anna Nowak, Maxime Thomas, Antoine Vereecken, Jessica Wright

Wayne McGregor | Random Dance

Direzione Wayne McGregor
Alexei Ratmansky
Alexei Ratmansky nato a San Pietroburgo ha studiato alla Scuola del Teatro Bolshoi di Mosca.

Ha danzato come Principal dancer con il Balletto Nazionale Ucraino, al Royal Winnipeg Ballet ed al Royal Danish Ballet. Ha creato oltre 20 nuovi lavori per le più importanti compagnie di danza del mondo: il Dutch National Ballet, il Kirov Ballet, il Royal Danish Ballet, il Royal Swedish Ballet, il New York City Ballet, il San Francisco Ballet, ed il Balletto Nazionale della Georgia. Nel 1998 la coreografia Dreams of Japan, creata per Nina Ananiashvili, ha vinto il prestigioso premio Golden Mask Award assegnato da Theatre Union of Russia. Nel 2005, vince il premio Benois de la Danse come miglior coreografo dell’anno per Anna Karenina creato per Royal Danish Ballet.

Nel 2003 crea per il Bolshoi Ballet The Bright Stream ed è proprio grazie all’incredibile successo ottenuto che l’anno successivo viene nominato direttore artistico della compagnia. Durante gli anni della sua direzione (terminata il 31 dicembre 2008) crea per la compagnia nuove opere, tra queste: The Bolt (2005), Il Corsaro (2007), Flames of Paris (2008).

Nel 2005 e nel 2007 il Bolshoi Ballet ha vinto il premio assegnato dal Critics’ Circle di Londra quale miglior compagnia straniera, e nel 2006 ha vinto il premio Critics’ Circle National Dance Award per The Bright Stream. Nel 2007 vince il premio Golden Mask Award come miglior coreografo per la produzione Jeu de Cartes creato sempre per il Bolshoi Ballet.

Alexei Ratmansky nel gennaio 2009 è stato nominato coreografo residente dell’ American Ballet Theatre.

Christopher Wheeldon

Acclamato talento britannico Christopher Wheeldon è direttore artistico e co-fondatore della compagnia Morphoses/The Wheeldon Company. Studia alla Scuola del Royal Ballet di Londra, diplomatosi entra al Royal Ballet. Nel 1991 vince la medaglia d’Oro al Prix de Lausanne, nel 1993 passa al New York City Ballet e ne diviene Solista nel 1998. Nel 2000 decide di lasciare l’attività di danzatore per dedicarsi esclusivamente all’attività coreografica. Dal 2001 al 2008 e’ stato coreografo residente del New York City Ballet. Nel 2007 crea Morphoses con l’obbiettivo di apportare al balletto classico un nuovo spirito d’innovazione incoraggiando e promuovendo la collaborazione tra coreografi, ballerini, designers, visual artists, compositori ed altri artisti che possano apportare nuova linfa vitale al balletto. Tra le sue importanti creazioni per il New York City Ballet si ricordano: Mercurial Manoeuvers, Pholyphonia, Variations Sérieuses, Morphoses, Carousel (A Dance), Carnival of Animals, Liturgy, After the Rain, An American in Paris, Klavier and The Nightingale and the Rose. Altre importanti compagnie gli hanno commissionato nuovi lavori, si ricordano: San Francisco Ballet (Continuum) Royal Ballet di Londra (Tryst e DGV Danse à Grand Vitesse) Pennsylvania Ballet (Il Lago dei Cigni), Metropolitan Opera House (La Danza delle Ore ne La Gioconda), Bolshoi Ballet (Misericors ). Nel 2005 Wheeldon ha ricevuto il premio Dance Magazine Award ed il London Critics’ Circle Award quale migliore crezione della stagione con il balletto Polyphonia, che ha ricevuto anche l’Olivier Award come miglior interpretazione. Nel 2006 DGV Danse à Grad Vitesse è stato nominato all’Olivier Award. Altri importanti riconoscimenti sono il Martin E.Segal Award dal Lincoln Center e l’American Choreography Award. Morphoses /The Wheeldon Company vince il prestigioso South Bank Show Award per la stagione 2007.

Morphoses/The Wheeldon Company

Morphoses/The Wheeldon Company e’ una compagnia giovane e dinamica fondata nel 2007 da Christopher Wheeldon e Lourdes Lopez con sede a New York e Londra. L’obbiettivo è quello di ampliare la visione del balletto classico richiamando l’attenzione sull’innovazione e sostenendo la creatività attraverso la collaborazione artistica. Il debutto della compagnia è avvenuto al Festival Internazionale di Vail in Colorado, seguito da spettacoli al Sadler’s Wells di Londra ed al New York City Center. A seguito del successo ottenuto la compagnia è stata nominata “residente” sia a Londra che a New York. La compagnia vince il prestigioso South Bank Show Award per la stagione 2007. Christopher Wheeldon ha creato per Morphoses due nuovi lavori: Fools’ Paradice e Prokofiev Pas de Deux. Figurano nel repertorio anche coreografie di G.Balanchine, W.Forsythe, M.Clarke, L.Lorent., E.Liang. I danzatori di Morphoses provengono dalle più importanti compagnie del mondo: New York City Ballet, Royal Ballet, American Ballet Theatre, George Piper Dances, Hamburg Ballet, Pacific Northwest e National Ballet of Canada.



Wayne McGregor

Colto e spregiudicato, il 39enne McGregor è una punta di diamante della scena britannica attuale, per il suo inconfondibile tratto di visione distonica del corpo che corrisponde al mondo frammentato e disfunzionale in cui viviamo, condotto alla danza e alla coreografia da una folgorazione infantile per il John Travolta della “Febbre del sabato sera”.

Fonda la Random Dance Company nel 1992, a 22 anni, imponendola a livello internazionale proprio in virtù dell’esplorazione del rapporto tra danza e tecnologia, collaborando con artisti multidisciplinari a creazioni che hanno consacrato la sua compagnia fra i gruppi di punta della scena britannica. Vincitore del “Time Out Live Award” - nel 2001 e di nuovo nel 2003 - e corteggiato nel mainstream della danza internazionale, Wayne McGregor ha ricevuto commissioni dal Royal Ballet e dalla Rambert Dance Company, ma ha anche curato i movimenti coreografici del quarto episodio della saga cinematografica di Harry Potter, Il calice di fuoco, realizzato le coreografie del musical di Andrew Lloyd Webber, Woman in White, installazioni site specific per Hayward Gallery, Canary Wharf, Centre Pompidou, e ha firmato regia e coreografie di Dido and Aeneas di Henry Purcell al Teatro alla Scala. Opera che nel marzo 2009 viene ripresa alla Royal Opera House unitamente ad una nuova produzione di Acis and Galatea opera per la quale McGregor cura regia e coreografia. Recentemente McGregor è stato nominato coreografo residente del Royal Ballet, il primo in 16 anni e l’unico a provenire dal mondo della danza contemporanea. Wayne McGregor, comunque, è ardito, ma non iconoclasta, anzi paladino di un pensiero positivo del corpo, di un buon rapporto con il proprio corpo e con ciò che può fare, “pensando fisicamente”. L’intento è quello di portare i valori della danza d’arte, concettuale nel suo caso, nei luoghi dell’establishment, dove finora avevano casa solo i coreografi di formazione classica, che non è il suo caso.
Nel gennaio 2009 riceve dalla critica britannica il prestigioso South Bank Show Award per Infra ultima creazione per il Royal Ballet ed Entity per la sua compagnia. Lo stesso McGregor commenta così la sua vittoria ricevendo il premio da Arlene Phillips, della Strictly Come Dancing: sono lieto di ricevere questo premio. Tutto ciò che faccio è in completa sintonia con la natura, dunque questo è un premio da condividere. So di essere particolarmente fortunato nel lavorare con alcuni tra migliori danzatori al mondo – sia del Royal Ballet che della mia compagnia, Wayne McGregor|Random Dance – e vorrei ringraziare loro, in particolare, per la continua ispirazione.

Wayne McGregor  Random Dance


Wayne McGregor  Random Dance nasce nel 1992 e diventa lo strumento attraverso il quale il coreografo inglese Wayne McGregor ha sviluppato il suo linguaggio coreografico drasticamente veloce ed articolato. La compagnia è divenuta un simbolo per il radicale approccio alle nuove tecnologie – integrando animazione, filmati digitali, architettura 3 dimensionale, musica elettronica e danzatori virtuali alla danza ed alla coreografia.

In Nemesis (2002) i danzatori duellavano con lunghe protesi in metalliche alle braccia e con una colonna musicale sulla quale erano state inserite conversazioni telefoniche; in AtaXia (2004 ) la fellowship di Wayne McGregor con il Dipartimento di Psicologia Sperimentale dell’Università di Cambridge ha alimentato la coreografia, in Amu (2005) le disfunzioni neurologiche del cuore hanno nutrito il processo creativo, ed in Entity (2008) un’entità coreografica autonoma é immaginata in un panorama sonoro creato da Jon Hopkins collaboratore dei Coldplay e da Jody Talbot che ha collaborato anche per le musiche di Chroma (2006).



Teatro Nuovo dal 4 al 6 luglio

Andres Neumann International

presenta


Tanztheater Wuppertal Pina Bausch

in

BAMBOO BLUES

Uno spettacolo di Pina Bausch

Regia e coreografia Pina Bausch

Scene e video Peter Pabst

Costumi Marion Cito

Collaborazione musicale Matthias Burkert, Andreas Eisenschneider
Assistenti alla regia Robert Sturm, Daphnis Kokkinos, Marion Cito
Interpreti

Pablo Aran Gimeno, Rainer Behr, Damiano Ottavio Bigi, Clémentine Deluy, Silvia Farias Heredia, Nayoung Kim, Eddie Martinez, Thusnelda Mercy, Cristiana Morganti, Jorge Puerta Armenta, Franko Schmidt, Shantala Shivalingappa, Fernando Suels Mendoza, Kenji Takagi, Anna Wehsarg, Tsai Chin Yu
Musiche

Trilok Gurtu & Arke String Quartett, Suphala, Sunil Ganguly, U. Srinivas & Michael Brook, Talvin Singh, James Asher and Sivamani, Bombay Dub Orchestra, Anoushka Shankar, Amon Tobin, Alice Coltrane, Bill Laswell, Talk Talk, Michael Gordon, Lisa Bassenge, Emmanuel Santarromana, Lutz Glandien, 4Hero, Jun Miyake, Solveig Sletahjell, Slowhill, Djivan Gasparyan

Assistente alle scene Gerburg Stoffel

Assistente ai costumi Svea Kossak

Maestro di ballo Janet Panetta

Direttore di palcoscenico Felicitas Willems

Direttore tecnico Jörg Ramershoven

Direttore luci Fernando Jacon

Assistenti luci Jo Verlei, Cordelia Mühlenbeck, Lars Priesack, Kerstin Hardt

Suono Karsten Fischer

Tecnici di palcoscenico Dietrich Röder,Thies Müller

Attrezzista Jan Szito

Guardaroba Ulrike Wüsten, Andreas Maier

Fisioterapista Shiatsu Ludger Müller
Prima italiana

Una coproduzione con i Goethe-Institut dell’India


Tanztheater Wuppertal Pina Bausch

Direzione artistica: Pina Bausch / direzione organizzativa: Cornelia Albrecht / scene: Peter Pabst / costumi: Marion Cito / collaborazione musicale: Matthias Burkert, Andreas Eisenschneider / assistante della direzione artistica: Robert Sturm / assistenti alle prove: Josephine Ann Endicott - Bénédicte Billiet, Matthias Burkert, Marion Cito, Barbara Kaufmann, Daphnis Kokkinos, Ed Kortlandt, Dominique Mercy, Helena Pikon, Hans Pop / maestri di ballo: Christine Biedermann, Ernesta Corvino, Ed Kortlandt, Paul Melis, Agnes Pallai, Janet Panetta, Antony Rizzi / pianista: Matthias Burkert / collaborazione foto/video (collaboratori ospiti) Ulli Weiss /foto; Jérôme Cassou /video / direttore di palcoscenico: Peter Lütke, Felicitas Willems / assistente personale di Pina Bausch: Sabine Hesseling / assistente di Pina Bausch: Marc Wagenbach / assistente direzione organizzativa: Katharina Bauer / organizzazione: Katharina Bauer, Grigori Chakhov, Claudia Irman, Ursula Popp / archivio video: Grigori Chakhov / ufficio stampa e pubbliche relazioni: Ursula Popp / direttore tecnico: Manfred Marczewski, Jörg Ramershoven / direttore luci: Fernando Jacon / assistenti luci: Jo Verlei, Kerstin Hardt (collaboratore ospite) / tecnici di palcoscenico: Dietrich Röder, Martin Winterscheidt / suono: Andreas Eisenscheider, Karsten Fischer / attrezzista e merchandising: Jan Szito / guardarobe: Harald Boll, Silvia Franco, Andreas Maier, Katrin Moos, Ulrike Wüsten / Fisioterapista Shiatsu: Ludger Müller.


Andres Neumann International

Produttore: Andres Neumann / Produttore Delegato: Elena Di Stefano / Coordinamento tecnico: Massimo Monachesi / Ufficio Stampa: Marina Baldeschi.



Bamboo Blues
La coreografa tedesca Pina Bausch torna in Italia per una prima assoluta italiana al Festival dei Due Mondi di Spoleto con Bamboo Blues, lo spettacolo che ha creato nel 2007, in coproduzione con i Goethe-Institut in India, dopo una tournée internazionale che ha incluso la Brooklyn Academy of Music di New York e il Théâtre de la Ville di Parigi, oltre ai teatri di Calcutta, Delhi e Mumbai. E’ la prima volta che la prestigiosa compagnia internazionale di Pina Bausch, il Tanztheater Wuppertal, assente dall’Italia dal 2007, sarà ospite del Festival dei 2Mondi di Spoleto. Le sue rappresentazioni al Festival sono le uniche che la compagnia terrà in Italia quest’anno.
Bamboo Blues è stato ispirato dalla cultura indiana, dal caleidoscopio di colori, tessuti, cibi, suoni, abiti, e molto altro ancora che ne costituiscono il fascino più profondo. Lo spettacolo è nato dall’esperienza sul campo della coreografa tedesca che in India ha più volte soggiornato: dal suo primo viaggio nel 1979 fino al quello nel 2006 con la sua Compagnia a Calcutta e nel Kerala. Bamboo Blues è un mirabile contenitore, un ipnotico mosaico di immagini nel quale si fondono gli aspetti tradizionali e quelli contemporanei dell’India. Una simbologia ricca di riferimenti, suggestioni e citazioni, che passa attraverso la gestualità delicata quanto incisiva della danza indiana, la vibrante fisicità degli elementi del suo corpo di ballo, la scenografia fatta di impalcature di bambù e veli bianchi mossi dal vento, la proiezione di video, i tessuti dai colori brillanti, il profumo inconfondibile del cardamomo. Uno spettacolo che coinvolge tutti i sensi, allo stesso tempo magico nelle reminiscenze del passato e incalzante nella sua aspirazione al futuro.

Pina Bausch
Nasce a Solingen in Germania nel 1940. Nel 1955 Comincia gli studi di danza alla Folkwang Hochschule a Essen sotto la direzione di Kurt Jooss., dove conseguirà il diploma nel 1958. Grazie una borsa di studio si trasferì in America per proseguire i suoi studi presso la Juilliard School of Music di New York. Danza con la Dance Company Paul Sanasardo e Donya Feuer, con New American Ballet e al Metropolitan Opera di New York. Nel 1962 torna in Germania ed entra a far parte del Folkwang-Ballett. Dal 1968 le sue coreografie entrano nel repertorio del Folkwang-Ballett; l’anno seguente assume la direzione artistica della compagnia. Nel 1973 Pina Bausch fonda il Tanztheater Wuppertal, di cui è direttrice e coreografa, che è attualmente considerata la compagnia di teatrodanza più importante al mondo. Numerosissimi sono stati gli spettacoli allestiti con il Tanzteather Wuppertal e ha anche collaborato con teatri all’estero quali l’Opéra Nationale de Paris firmando le coreografie per La sagra della primavera nel 1977 e per Orfeo e Euridice nel 2005.

A fianco della sua attività di coreografa, è apparsa nel 1982 nel film di Federico Fellini E la nave va, nel 1990 ha diretto il film Die Klage der Kaiserin (Il lamento del’imperatrice), nel 1998 cura la regia dell’opera Herzog Blaubarts Burg (Il castello del Duca Barbablù) di Béla Bartók per il Festival International d’Art Lyrique d’Aix-en-Provence sotto la direzione musicale di Pierre Boulez. Nel 2001 partecipa al film di Pedro Almodóvar Parla con lei con scene tratte dai suoi spettacoli Café Müller e Masurca Fogo.

Nel 1998 Pina Bausch con Ein Fest in Wuppertal insieme ad amici e artisti venuti da tutto il mondo ha celebrato il 25° anniversario del Tanztheater Wuppertal. Dal 2001 ha nuovamente diretto il suo Festival, la cui recente edizione si è svolta nel Novembre 2008 a Dusseldorf, Essen e Wuppertal.

Pina Bausch ha ricevuto numerosissimi premi e onorificenze per la sua attività e per il lavoro svolto con il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, fra i quali: tre Premi Ubu, nel 1983 per il miglior spettacolo straniero, nel 1990 e nel 1997; nel 1999 le viene assegnato il Premio Europa per il Teatro e la laurea honoris causa in arti performative dall'Università di Bologna; nel 2003, a Parigi, viene nominata Cavaliere dell'ordine nazionale della Legion d'onore, nel 2006, a Londra, le viene conferito il Laurence Olivier Award e viene nominata direttrice onoraria dell'Accademia Nazionale di Danza di Roma; nel 2007 le viene assegnato il Leone d’Oro alla carriera dalla Biennale di Venezia e lo stesso anno il prestigioso Premio Kyoto in Giappone, nella categoria Arti e Filosofia; nel 2009 riceve nuovamente il Laurence Olivier Award per gli spettacoli Café Müller e La sagra della primavera.



Peter Pabst
Nato nel 1944, ha studiato Costume and Scenic Design presso la Werkschulen a Colonia dal 1969 al 1973.

Assunto dal Schauspielhaus Bochum nel 1973, vi rimane fino al 1979, lavorando principalmente con i registi Peter Zadek e Augusto Fernandes. Fra le altre cose disegnò i costumi per le produzioni di Zadek Professor Unrat e Hedda Gabler, le scene e i costumi di Otello alla Deutsches Schauspielhaus di Amburgo, e per Risveglio di primavera e Amleto a Bochum. Per Fernandes ha disegnato i costumi per Donna Rosita nubile di Garcia Lorca e The Great Zenobia, oltre alle scene e ai costumi per La casa di Bernarda Alba.

Dal 1979 lavora come scenografo e costumista per importanti produzioni di teatro, lirica, televisione e cinema.
Dal 1980 collabora con Pina Bausch ed è autore delle scene di tutte le produzioni del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch da allora ad oggi.

Teatro Romano 5 luglio
OMAGGIO a JEROME ROBBINS
Produzione Spoleto52 Festival dei 2Mondi

In esclusiva italiana


I ballerini della serata sono Principals e Solisti del New York City Ballet e danzano per gentile concessione della compagnia.

I balletti In The Night e Other Dances sono eseguiti su concessione di The Robbins Right Trust.

programma
IN the NIGHT

Coreografia Jerome Robbins

Musica Frederic Chopin eseguita a pianoforte da Cameron Grant

Costumi Anthony Dowell

Interpreti Jared Angle, Maria Kowroski, Amar Ramasar, Jenifer Ringer, Jonathan Stafford, Wendy Whelan
Ispirato dalla musica di Chopin In the Night descrive l’intimo e talvolta tumultuoso rapporto di tre coppie durante un ballo.

PASSAGE for TWO

estratti dal filmato in lavorazione

N.Y. EXPORT: OPUS JAZZ (The Film)

Coreografia Jerome Robbins

Musica Robert Prince

Interpreti Rachel Rutheford e Craig Hall

UPON a GROUND

Coreografia e costumi Luca Veggetti

Musica: progetto sonoro Paolo Aralla Upon a Ground per violoncello e dispositivo elettroacustico

Danzatori Georgina Pazcoguin, Amar Ramasar, Sean Suozzi

Violoncello Naomi Berrill


Il pezzo esplora la particolare natura della relazione tra musica e danza, in altre parole, tra movimento, spazio, tempo e suono. Nelle loro differenze, le capacità proprie al danzatore e al musicista creano un universo linguistico fatto di simboli, sintassi e consuetudini connessi da una fitta rete di analogie, l'uno insegna all'altro il proprio vocabolario all'interno del medesimo spazio scenico, un luogo dove il tempo del suono e quello del movimento coesistono in una sorta di libera polifonia.
In esclusiva italiana commissionata da The Jerome Robbins Foundation tributo a Jerome Robbins

OTHER DANCES

Coreografia Jerome Robbins

Musica Frédéric Chopin eseguita al pianoforte da Cameron Grant

Costumi Santo Loquasto

Interpreti Gonzalo Garcia, Tiler Peck


Other Dances rende omaggio al romanticismo di Chopin nonché alla purezza della tecnica della danza classica. Sul palcoscenico due soli ballerini di intensa drammaticità che eseguono una serie di brevi danze con infusioni folk.

Jerome Robbins
Jerome Robbins è internazionalmente riconosciuto sia come coreografo sia come regista e coreografo di teatro, cinema e televisione.

Sebbene abbia cominciato come ballerino moderno, il suo inizio a Broadway fu come “chorus dancer” prima di entrare a far parte del corpo di ballo dell’ American Ballet Theatre nel 1939, dove ballò, i ruoli principali, nei lavori di Fokine, Tudor, Massine, Balanchine, Lichine, e de Mille. Il suo primo balletto, Fancy Free (1944) per ABT, ancora presente in molti repertori, ha celebrato il suo cinquantesimo anniversario il 18 aprile 1994. Mentre stava iniziando la sua carriera in teatro, Robbins contemporaneamente creò balletti per il New York City Ballet, di cui entrò a far parte nel 1949, divenendo Direttore Artistico Associato assieme a George Balanchine. Robbins ha diretto sia lavori per la televisione che film, contribuendo alla regia e creando le coreografie di West Side Story che gli hanno fatto guadagnare due Academy Awards. Dopo il suo trionfo a Broadway con Fiddler On the Roof nel 1964, J. Robbins ha continuato a creare balletti per il New York City Ballet, condividendo il ruolo di Ballet-Master con Peter Martins fino al 1989.

Tra i più di 60 balletti da lui creati ci sono Afternoon of a Faun (1953), The Concert (1956), Lles Noces (1965), Dances at a Gathering (1969), In the Night (1970), In G Major (1975), Other Dances (1976), Glass Pieces (1983) e Ives, Songs (1989) che fanno ancora parte del repertorio del New York City Ballet e di altre fra le più importanti compagnie di danza del mondo. Tra i suoi ultimi balletti ci sono A Suite of Dances creato per Mikhail Baryshnikov (1994), 2 & 3 Part Inventions (1994), West Side Story Suite (1995) and Brandenburg (1996) che hanno tutti debuttato al New York City Ballet.
Oltre ai due Academy Awards per il film West Side Story,. Robbins ha ricevuto quattro Tony Awards, cinque Donaldson Awards, due Emmy Awards, lo Screen Directors' Guild Award e il New York Drama Critics Circle Award. Robbins è stato inoltre insignito nel 1981 del Kennedy Center Honors e fu nominato Commendatore dell’Ordine delle Arti e delle Lettere; è membro onorario dell’Accademia e Istituto Americano per le Arti e le Lettere, ed è stato insignito sia della Medaglia Nazionale delle Arti, sia del Premio governativo del New York State Council on the Arts.

Tra i suoi spettacoli a Brodway vi sono On the Town, Billion Dollar Baby, High Button Shoes, West Side Story, The King and I, Gypsy, Peter Pan, Miss Liberty, Call Me Madam, e Fiddler on the Roof. La sua ultima produzione a Broadway nel 1989, Jerome Robbins’ Broadway, ha vinto sei Tony Awards tra cui Miglior Musical e Migliore Regia. E’ stato recentemente nominato Cavaliere Francese dell’Ordine Nazionale della Legione d’Onore. Jerome Robbins è scomparso nel1998.



Teatro Nuovo 5 luglio
INAUGURAZIONE della Terrazza Robbins

e dell’opera scultorea di Robin Heidi Kennedy
L’artista Robin Heidi Kennedy è nata in Messico a Coyoacàn da madre tedesca e padre irlandese. Mentre viveva ancora a Città del Messico ha cominciato la sua attività artistica con il “ritratto”, disegnando caricature nei bar degli alberghi della Zona Rosa a soli diciassette anni. Poco dopo arriva in Italia per studiare scultura. Terminati gli studi, lavora quasi un decennio in teatro e nel cinema, fra l’Italia e gli USA, come artista scenografa. Ritorna a dedicarsi alla scultura che rappresenta la sua principale attività, producendo opere nel suo studio situato nella campagna di Spoleto ed in quello di Red Hook a Brooklyn.

La terrazza monumentale dedicata a Jerome Robbins è stata proposta alla Kennedy nel 2005 dalla Fondazione Robbins di New York. Ciò avvenne in occasione del decimo anniversario della scomparsa del grande coreografo, che cadeva nel 2008. Robbins ha sempre portato Spoleto nel suo cuore come luogo di elezione e questo rende essenziale la presenza di un’opera che lo rappresenti. In quel periodo il Teatro Nuovo era in via di restauro ed il Sindaco Brunini ha accolto con entusiasmo l’idea di un monumento a Robbins nel teatro principale della città. Quest’anno si chiude l’anno dedicato a Jerome Robbins con la partecipazione da parte di tanti teatri di tutto il mondo (Principalmente l’Opera di Parigi, e il New York State Theatre al Lincoln Center. Dal luglio 2008 al luglio 2009). A Spoleto, nel Teatro Nuovo, gli viene dedicata la terrazza con un progetto che consiste in un complesso monumentale ideato ed eseguito dalla Kennedy, che comprende una statua in bronzo a grandezza naturale ed una “libreria teatrale”. La libreria su tre piani contiene 28 figure che rappresentano alcuni personaggi presi dai balletti più conosciuti di Robbins e altri creati apposta da lui per Spoleto per varie edizioni del Festival dei Due Mondi.

Il modello della “libreria teatrale” o “theater cabinet” a grandezza reale è stato gia esposto al Lincoln Center in occasione della mostra sulla vita di Jerome Robbins ed è ora destinata ad essere installata nel Baryshnikov Arts Center adiacente al teatro che porta il nome di Jerome Robbins.

L’artista Robin Heidi Kennedy ha lavorato più volte con la Galleria Bonomo che ne ha seguito il procedere e lo sviluppo legato principalmente alla scultura. A Roma negli anni ’90 hanno avuto luogo due grandi mostre alla galleria Bonomo. Nella Galleria Bonomo di Bari si sono susseguite ripetute esposizioni anche recentemente il rapporto di lavoro è continuativo. Le sue mostre dedicate principalmente alla scultura si accompagnano a progetti e disegni di rara espressività.

La “libreria teatrale” già inserita nel muro della terrazza del teatro, descrive con la leggerezza della danza e la forza del segno della Kennedy alcuni momenti delle rappresentazioni. La statua che riproduce la figura di Robbins emana una particolare magia perché esprime la tensione plastica del soggetto unitamente ad una interiore ansia di ricerca nel mistero dell’arte della danza e nella sua spiritualità
18:30 Cocktail, Terrazza Robbins, Teatro Nuovo

20:30 Inaugurazione Terrazza Robbins e opera scultorea di Heidi Robin Kennedy, Teatro Nuovo

22:00 Spettacolo, Omaggio a Jerome Robbins, Teatro Romano
Teatro Romano 26 luglio

CONCERTO INAUGURALE

Musiche Gian Carlo Menotti

Direttore d’orchestra James Conlon
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Il 52° Festival dei Due Mondi si aprirà con un concerto dedicato a Gian carlo Menotti.

James Conlon e l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano eseguiranno di Gian Carlo Menotti l’Introduzione, la Marcia e la Danza del Pastore dall’opera Amahl e gli ospiti notturni, la Suite dal balletto Sebastian e il Preludio dall’opera Amelia al ballo.


Programma
Amahl e gli ospiti notturni

Introduzione, Marcia e Danza

L’opera televisiva Amahl e gli ospiti notturni (Amahle and the visitors) è stata scritta nel 1951 su commissione della NBC.

Era la prima volta che una televisione commissionava un’opera ad un compositore ed era la prima volta che la televisione sperimentava il colore.

E’ un’opera di carattere favolistica di cui Menotti scrisse anche il libretto, pensata per essere mandata in onda la sera della vigilia di Natale.

Fu un così grande successo che venne messa in onda per diversi anni nella stessa ricorrenza.
Sebastian

Suite dal balletto

Menotti scrisse il balletto Sebastian su un proprio soggetto nel 1944.

Era la prima volta che si cimentava nel genere coreutico.

L’azione ha luogo a Venezia nel 1600 e racconta di Sebastian, servo di due aristocratiche sorelle che vogliono impedire la relazione tra il proprio fratello e una cortigiana di cui lo stesso Sebastian è segretamente innamorato.

Per contrastare l’accanimento delle due sorelle, Sebastian non esita a sacrificare la propria vita sostituendo se stesso alla statua di cera che le perfide donne avevano plasmato a immagine della cortigiana e che, una volta coperta da un velo a lei sottratto, diventava il mezzo per indirizzarle contro i più crudeli malefici.

La Suite contiene quasi tutta la musica del balletto ed è composta di sette movimenti.


Amelia al ballo

Preludio orchestrale

L’opera Amelia al ballo, su libretto scritto in italiano dal compositore stesso, è il primo grande successo della carriera operistica americana di Menotti.

La composizione dell’opera ebbe inizio durante un soggiorno a Vienna nel 1936 e fu ultimata l’anno seguente negli Stati Uniti.

Al centro della vicenda il ritratto di una giovane donna dell’alta società, annoiata e interessata esclusivamente a partecipare a feste e balli. È un’opera breve, in un atto, che fa della storia della protagonista l’emblema della viziata società borghese.




Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
L’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, fondata nel 1993 da Vladimir Delman, si è imposta da alcuni anni come una delle più rilevanti realtà sinfoniche nazionali, in grado di affrontare un repertorio che spazia da Bach ai capisaldi del sinfonismo ottocentesco fino alla musica del Novecento. Il cartellone dell’Orchestra prevede ogni anno più di trenta programmi sinfonici, con un’impaginazione in cui i classici sono affiancati da pagine meno consuete, oltre ad alcune stagioni attigue, come il ciclo “Crescendo in Musica”, un’importante rassegna per bambini e ragazzi. Dal 1999 al 2005 Riccardo Chailly, oggi direttore onorario, ha ricoperto la carica di direttore musicale. Vladimir Fedoseyev, dalla stagione 2008/2009, è direttore principale.

Wayne Marshall e Helmuth Rilling rivestono, dalla stagione 2008/2009, il ruolo di direttori principali ospiti; il Maestro Rudolf Barshai, da molti anni legato all’Orchestra, dalla stagione 2006-2007 è direttore emerito, carica che fino alla sua scomparsa ricopriva Carlo Maria Giulini. Il cornista Radovan Vlatkovic e il pianista Simone Pedroni, invece, sono presenti, dalla stagione 2007/2008, come artisti residenti.

Alcuni appuntamenti ricorrenti scandiscono il percorso musicale della Verdi: l’esecuzione del ciclo integrale delle Sinfonie di Mahler, l’annuale appuntamento con una delle grandi Passioni di Bach in prossimità delle festività pasquali e il concerto di capodanno con la Nona Sinfonia di Beethoven.

La Stagione 2008/2009 prevede, accanto ai concerti della tradizionale stagione sinfonica, un ciclo di musiche del Novecento a cura di Francesco Maria Colombo.

L’Orchestra è stata diretta tra gli altri da Riccardo Chailly, Georges Prêtre, Riccardo Muti, Valery Gergiev, Rudolf Barshai, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Helmuth Rilling, Peter Maag, Marko Letonja, Daniele Gatti, Roberto Abbado, Ivor Bolton, Kazushi Ono, Vladimir Jurowski, Yakov Kreizberg, Ulf Schirmer, Eiji Oue, Herbert Blomstedt, Krzysztof Penderecki, Leonard Slatkin, Vladimir Fedoseyev, Wayne Marshall e Sir Neville Marriner.

L’Orchestra ha collaborato inoltre con solisti come Martha Argerich, Mstislav Rostropovic, Vadim Repin, Lynn Harrell, Viktoria Mullova, Han-Na Chang, Sarah Chang, Midori, Alexander Kobrin, Jean-Yves Thibaudet, Nelson Freire, Salvatore Accardo, Mario Brunello, Alexander Toradze, Hilary Hahn, Radovan Vlatkovic, Enrico Dindo, Domenico Nordio, Yefim Bronfman, Massimo Quarta.

Oltre alla ricca Stagione sinfonica nella propria sede a Milano, l’Orchestra è invitata spesso in sale prestigiose in Italia e all’estero.

Il 24 aprile 2008 l’Orchestra e il Coro della Verdi, diretti da Oleg Caetani, si sono esibiti nella Sala Nervi in Vaticano alla presenza di Benedetto XVI e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un concerto offerto dal Presidente per celebrare il III anniversario del Pontificato di Benedetto XVI.

Il 12 e 13 dicembre 2008 l'Orchestra il Coro sono stati invitati a Baku, Azerbaijan, nell'ambito del II Mstislav Rostropovich International Festival. Diretti dal Maestro Eugene Kohn, hanno eseguito la Messa da requiem per soli, coro e orchestra di Giuseppe Verdi e hanno preso parte all'Opera Gala "World Stars" eseguendo arie da opere di Verdi, Puccini, Mascagni e Bizet.

Oltre a questa 52° edizione, la Verdi è già stata orchestra residente al Festival dei Due Mondi di Spoleto nell’anno 2002.


James Conlon
Direttore d’orchestra fra i più illustri del panorama mondiale, ha diretto un vasto repertorio sinfonico, operistico e corale con le più prestigiose orchestre sinfoniche negli Stati Uniti e in Europa. Oltre ad essere direttore musicale della Los Angeles Opera è anche direttore musicale del Ravinia Festival (sede estiva della Chicago Symphony Opera) e celebrerà la sua trentesima stagione come direttore musicale del Festival di Maggio di Cincinnati, il festival coristico più antico d’america. Dal 1995 al 2004 è stato direttore principale dell’Opera Nazionale di Parigi, dal 1989 al 2002 è stato direttore musicale generale della città di Colonia e dal 1983 al 1991 direttore musicale della Filarmonica di Rotterdam. Ha diretto più di 250 esecuzioni al Metropolitan di New York.

Nella stagione 2008-09 alla Los Angeles Opera, Conlon ha diretto il suo primo Ring di Wagner negli Stati Uniti, inaugurando questa stagione con L’Oro del Reno e La Valchiria. Egli sta inoltre portando avanti, anche con il debutto assoluto della compagnia di Walter Braunfels Gli Uccelli, il pluriennale progetto “Recovered Voices” con il quale cerca di portare sulle scene della Los Angeles Opera la musica di compositori vittime del regime nazista. Per questo si è impegnato ad inserire nei programmi, sia del Ravinia Festival che della Los Angeles Opera, i lavori di compositori fra i quali Alexander von Zemlinsky, Viktor Ullmann, Pavel Haas, Kurt Weill, Erich Wolfgang Korngold, Karl-Amadeus Hartmann, Erwin Schulhoff, and Ernest Krenek.

Conlon, ha diretto Il Flauto Magico di Mozart, il Trittico di Puccini con la regia di Woody Allen e William Friedkin e Madama Butterfly prodotta da Robert Wilson.

Dedito anche all’attività didattica, Conlon continua la sua residenza biennale alla Juilliard School, in cui egli lavora con giovani artisti della scuola ad un progetto di formazione che consiste in esecuzioni, simposi, master class. Egli dirigerà la Chicago Symphony Orchestra al Ravinia Festival e, come direttore ospite, la Philadelphia Orchestra, la San Francisco Symphony, la Detroit Symphony e la Los Angeles Philharmonic negli Stati Uniti, così come in Europa la NDR Sinfonie Orchester di Amburgo, Rotterdam Philharmonic, e la National Philharmonic of Russia a Mosca.

Conlon ha effettuato numerose registrazioni per EMI, SONY Classical, ERATO, CAPRICCIO, e TELARC; ha partecipato ad una colonna musicale in DVD prodotta dalla DECCA, ed è apparso in varie serie televisive su PBS. Nel 2009 ha inoltre vinto due Grammy Awards, Best Classical Recording e Best Opera Album, per aver diretto, con la produzione della Los Angeles Opera, Rise and Fall of the City of Mahagonny, di Kurt Weill con etichetta EuroArts.

Fra i più recenti riconoscimenti, la medaglia dell’ American Liszt Society per le sue particolari esecuzioni delle partiture, il Premio Galileo 2000 per il suo contributo alla musica, alla pace e all’arte a Firenze e il Crystal Globe Award della Lega Anti Diffamazione (ADL) per il suo impegno a favore dei compositori uccisi dal Terzo Reicht. Conlon è uno dei primi cinque vincitori dell’Opera News Award attribuitogli per i brillanti risultati raggiunti nella conduzione di opere ed è stato insignito della laurea Honoris Causa per la Musica dalla Juilliard School. Ha ricevuto il Premio Zemlinsky ed è stato nominato, nel 1996, Officier de L’Ordre des Arts et des Lettres dal Governo francese e, nel 2004, è stato nominato”Commandeur”. Nel 2002, James Conlon ha ricevuto la più alta onorificenza francese, la Légion d’Honneur.




Piazza Duomo 10 luglio

APOKÀLYPSIS

Oratorio in sette quadri e due parti, con un prologo e un epilogo tratto dall’Apocalisse di Giovanni, su un progetto di S.E. Mons. Gianfranco Ravasi, per due voci recitanti, coro misto, coro di bambini, orchestra di strumenti a fiato e percussioni.


Libretto e musica di Marcello Panni
Direttore d’orchestra Marcello Panni

Commento S.E. Mons. Gianfranco Ravasi

Voci recitanti Andrea Giordana, Sonia Bergamasco
Banda dell’Esercito Italiano

Coro da Camera Goffredo Petrassi

Piccolo Coro Romano
Sculture sonore Yuri Kalendarev
Prima esecuzione assoluta

Nuova produzione Spoleto52 Festival dei 2Mondi


Il testo dell’oratorio Apokàlypsis è un estratto di brani dal libro dell’Apocalisse di San Giovanni, l’ultimo e il più misterioso dei libri della Bibbia; la scelta dei versetti è stata fatta secondo le indicazioni di uno dei massimi commentatori delle Sacre Scritture, S.E. Mons. Gianfranco Ravasi.

Dalle sue indicazioni ho tratto un libretto per una moderna sacra rappresentazione con due voci recitanti, un uomo e una donna, che recitano i versetti in italiano, alternandosi e a volte sovrapponendosi alla musica. Il coro invece intona la versione in latino, ma anche in francese, inglese, tedesco, spagnolo, e nel finale in greco, lingua in cui probabilmente si è diffusa l’Apocalisse nei primi secoli del cristianesimo.

La visione di Giovanni è tutta piena di riferimenti alla musica: suonano, e più volte, le 7 trombe e le arpe, si intonano cori angelici e di Anziani, che adorano l’Agnello, per non tacere dei rumori naturali della tempesta, del tuono, del divampare delle fiamme, del terremoto.

Come dare corpo a questa gigantesca visione sonora? Come incarnare quegli strumenti, che tante volte abbiamo visto negli affreschi del Beato Angelico e Signorelli?


Varie sono state le mie scelte: simbolicamente ho adottato il numero sette come elemento portante ritmico e strutturale della musica. Non sono forse sette le note e sette i cieli, che ruotando attorno alla Terra producono l’Armonie delle Sfere? Sette sono anche i quadri, come grandi affreschi, che compongono l’oratorio, con un prologo e un epilogo, in tutto 9 parti (altro numero magico, 3 alla seconda, cioè la Trinità al quadrato!).

Ma la cosa più difficile era scegliere lo stile armonico e melodico di un testo così complesso. Rinunciando a una Apocalisse tecnologica con effetti elettronici e stile cinematografico,(era la soluzione più ovvia), ho scelto una lettura austera che evochi piuttosto un rito sciamanico, una sacralità primitiva, una cerimonia antica e senza tempo, con elementi di folklore e la cui ispirazione mi viene dalle gigantesche tappezzerie medioevali dell’Apocalisse di Angers, che conosco e amo da molti anni, tessute per le grandi solennità della sua Cattedrale.

Ho scelto di prendere come temi principali alcune melodie sciamaniche di origine aborigena del Sud America, innestandole su una rievocazione di forme contrappuntistiche medioevali (motetus, conductus, organum) e sulla solmizzazione gregoriana. L’armonia sarà aspra e dissonante basata su incontri politonali di scale difettive, tipiche della musica aborigena. Dovendo dare un riferimento musicale immediato, citerei la Création du Monde e La mort d’un Tyran di Darius Milhaud o Laborintus II del suo allievo e mio maestro Luciano Berio.

Sarà la Banda dell’Esercito Italiano a schierare le sue forze con quarantacinque strumenti a fiato, come un gigantesco organo a canne, a cui si aggiungono quattro percussionisti (45 + 4 = 49 cioè il quadrato di 7) che evocheranno ritmi e rumori, sacri e profani.

Il coro di 28 elementi (7x 4 ) è anch’esso suddiviso, secondo il testo, in 24 Anziani e quattro Viventi (Aquila, Bue, Angelo e Leone) che costituiscono la corte in adorazione dell’Agnello.

Il coro sarà di volta in volta processionale, danzante, eco dei recitanti, rumoreggiante e tuonante,

mentre la purezza delle voci bianche si inserirà nei momenti angelici.

All’esecuzione parteciperà, in alcuni momenti anche come performer, lo scultore russo Yuri Kalenderev, autore di una serie di impressionanti sculture sonore a cui affido un ruolo importante nelle percussioni.

Le due voci recitanti si divideranno il testo, quella maschile nella parte più visionaria e quella femminile nella sconfitta di Satana (primo finale) e nella discesa della Gerusalemme Celeste (secondo finale). Prima di ognuna delle due parti, a guisa di prefazione e intermezzo, S.E. Mons. Ravasi a cui è dedicato il mio lavoro, commenterà personalmente il contenuto simbolico del testo di Giovanni.

Marcello Panni


Marcello Panni

Nato a Roma nel 1940, Marcello Panni compie gli studi di pianoforte, composizione e direzione d’orchestra nella sua città, diplomandosi al Conservatorio di Santa Cecilia. Si perfeziona in seguito nella composizione all’Accademia di Santa Cecilia con Goffredo Petrassi e in direzione d’orchestra nella classe di Manuel Rosenthal al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi.

Debutta come direttore nel 1969 alla Biennale di Venezia con un concerto dedicato a musiche di Petrassi. Da allora, Panni porta avanti le carriere parallele di compositore e di direttore d’orchestra.

Esordisce come compositore con lavori quali Prétexte per orchestra (Roma, 1964), Empedokles-Lied (da Hölderlin) per baritono e orchestra (Venezia, 1965), Arpège per arpa e percussioni (Parigi, 1967), D’Ailleurs per quartetto d’archi (Londra, 1967), Patience per coro e orchestra (New York, 1968).

Nel 1971 fonda l’Ensemble Teatro-musica. Con questa formazione compie tournées in tutta Europa, eseguendo e registrando opere di Schnebel, Cage, Pennisi, Berio, Bussotti, Clementi, Donatoni, Feldman, e rappresenta alla Piccola Scala di Milano Klangfarbenspiel, pantomima musicale in collaborazione con Piero Dorazio e Mario Ricci (1972), cui segue al Maggio Musicale Fiorentino La Partenza dell’Argonauta da Savinio, in collaborazione con Memè Perlini e Antonello Aglioti (1976).

Dalla fine degli anni ’70 è ospite regolare delle principali istituzioni musicali italiane e dei più importanti teatri lirici internazionali, quali l’Opéra di Parigi, il Metropolitan di New York, il Bolshoj di Mosca, la Staatsoper di Vienna. Dirige la prima esecuzione assoluta di Neither di Morton Feldman all’Opera di Roma (1976), Cristallo di Rocca di Silvano Bussotti alla Scala di Milano (1983), Civil Wars di Philip Glass all’Opera di Roma (1984).

Dal 1980 al 1984 insegna composizione al Mills College di Oakland, California, titolare della prestigiosa Milhaud Chair.

Tra le sue composizioni più recenti: Trenodia, per viola e 11 archi (Roma, 1991), Missa Brevis, per coro di voci bianche, fiati e percussioni (Nizza, 2000), Sinfonietta per orchestra da camera (Milano, 2001), Calatafimi! per voce recitante e orchestra (Torino,2008).

Panni ha composto diverse opere liriche: Hanjo (1994) tratta da un No moderno di Yukio Mishima, con la regia di Bob Wilson, commissione del Maggio Musicale Fiorentino; Il Giudizio di Paride, libretto del compositore dai Dialoghi di Luciano di Samosata, scritta per l’Opera di Bonn (1996), The Banquet (Talking about Love), libretto di Kenneth Koch, commissione dell’Opera di Brema (1998), ripresa nel 2001-2002 a Roma, Genova e Firenze. Nell’aprile 2005 ha presentato al Teatro San Carlo di Napoli Garibaldi en Sicile, commissione del teatro napoletano, libretto di Kenneth Koch tratto da Les Garibaldiens di Alexandre Dumas padre.

Nel 1994, Marcello Panni è nominato direttore artistico dell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano e quasi contemporaneamente, direttore musicale dell’Opera di Bonn. Nel settembre del 1997 assume la carica di direttore musicale dell’Opera e dell’Orchestra Filarmonica di Nizza. Dal 1999-2004 è direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana. Nell’autunno 2000 lascia l’Opera di Nizza per ricoprire il posto di consulente artistico al Teatro San Carlo di Napoli che mantiene per due stagioni. Nel 2003 è stato nominato Accademico di Santa Cecilia.

Dal 2007 ha ripreso la direzione artistica dell’Accademia Filarmonica Romana.

Marcello Panni ha inciso numerosi dischi di musica del nostro tempo e alcune opere tra le quali ricordiamo: Pergolesi, Il Flaminio con Daniela Dessì, Orchestra del San Carlo di Napoli, Donizetti, La Fille du Régiment, con Edita Gruberova, Orchestra della Radio di Monaco, Omaggio a Verdi, con Fabio Armiliato, Orchestra Filarmonica di Nizza, Rossini, Semiramide con Edita Gruberova, Bernadette Manca di Nissa, Diego Florez, Orchestra della Radio Austriaca.



Coro Goffredo Petrassi
Il Coro Goffredo Petrassi, formazione da camera del Nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano, con la sua attività nella storica cornice della Chiesa Evangelica Battista di Via del Teatro Valle in Roma, costituisce, fin dal 1998, un progetto che si è andato definendo e caratterizzando nel tempo e i cui obiettivi sono la ricerca, lo studio, la realizzazione, in autonomia o in collaborazione con altre Associazioni, Istituzioni, Enti, Fondazioni a carattere locale o nazionale e con artisti di rilevanza nazionale e internazionale, di opere di autori di musica antica, del Novecento e contemporanea; la formazione di interpreti giovani e adulti; la promozione di risorse musicali territorio.

Questa attività ha costituito e continua a costituire un importante punto di riferimento per i musicisti e cantanti operanti a Roma che desiderano avvicinarsi o approfondire la conoscenza e la pratica vocale della musica da camera, costituendo così, per l’Associazione Nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano, un importante investimento in termini di risorse artistiche ed umane sul territorio.

Il Coro Petrassi è diventato anche un riferimento per gli Autori, le Organizzazioni, le Associazioni e gli Enti che intendono realizzare eventi musicali che richiedano peculiari capacità interpretative. Tutto ciò ha permesso al Coro Goffredo Petrassi di realizzare gli obiettivi del progetto che lo connota, cioè produrre autonomamente o partecipare a manifestazioni musicali sul territorio cittadino, regionale e italiano, di rilevanza nazionale ed internazionale, favorendo la diffusione di lavori musicali insoliti presso un pubblico non solo specializzato, grazie al carattere originale delle proposte musicali e alla scelta delle luoghi della storia e dell’arte del territorio e della nazione, ed allo stesso tempo impiegare risorse musicali del territorio o di collaborare con esse, e contribuire alla diffusione della musica tra i giovani attraverso un lavoro di formazione di giovani interpreti.
Tra le esibizioni del coro si ricordano: Petite Messe Solennelle di Rossini con i Maestri Canino e Ballista ai pianoforti; la prima esecuzione italiana dei Canti Sacri di Giacinto Scelsi; La Rappresentazione di Anima et di Corpo di Emilio de’ Cavalieri per il Festival di Pasqua nella Basilica di S.Paolo a Roma.

Nel 2004 Il sole e l’altre stelle di Domenico Guaccero per l’Istituzione Universitaria dei Concerti; Kyrie e Tre cori di Goffredo Petrassi, al Parco della Musica di Roma; Cinque Nonsense di Goffredo Petrassi nella stagione di concerti dell’Università di Tor Vergata; Cori Sacri di Goffredo Petrassi, Laudate Dominum di Marcello Panni per il convegno di studi Il Secolo di Petrassi a Latina; Messe un jour ordinaire di Bernard Cavanna per il festival di Nuova Consonanza 41°edizione.

Con Rosamunde di Franz Schubert, il Coro ha aperto la stagione concertistica 2005 dell’Orchestra di Roma e del Lazio al Parco della musica di Roma.

Nel corso del 2005 prende parte alle riprese del film Il caimano di Nanni Moretti.

Partecipa, con un programma di musica Americana (USA) del Novecento, al concerto di chiusura delle Notti Malatestiane, nell’ambito della Sagra Malatestiana di Rimini.

Ha collaborato, inoltre, con la Fondazione Adkins Chiti: Donne in Musica, realizzando una serie di concerti a cappella (musiche di Compositrici italiane e straniere contemporanee).

Nel 2006 partecipa alla stagione concertistica dell’Orchestra di Roma e del Lazio con Die Maurerfreuder Kantate K471 e Freimaurerkantate KV 623 di Wolfgang Amadeus Mozart, sotto la direzione di Lü Jia al Parco della musica di Roma.

Nel 2007 esegue il Messiah di G.F.Haendel nella stagione concertistica dell’Orchestra Roma Sinfonietta presso l’Auditorium della Facoltà di Lettere dell’Universita degli studi di Roma Tor Vergata e nella Stagione concertistica della Provincia di Roma nell’Auditorium della Conciliazione.

Nel 2008 esegue, in formazione femminile, A Ceremony of Carols di B.Britten e Vier Gesänge di J. Brahms; in ottetto il Romancero Gitano di M.Castelnuovo-Tedesco, per la stagione di concerti di Roma Sinfonietta presso l’Università di Tor Vergata.

Inaugura, inoltre, la manifestazione Divinamente Roma organizzata dall’ETI sotto la Direzione artistica di Pamela Villoresi, con un concerto diretto da Luis Bacalov nella Basilica dell’Ara Coeli di Roma.

Partecipa al concerto di Pasqua organizzato a Rieti dalla Fondazione Varrone.

Piccolo Coro Romano

Nasce nel 2000 all’interno delle attività dell’Associazione musicale “Alessandro Longo” diretta da Anna Bellantoni. Nel 2000 vince il bando del Comune di Roma, Assessorato politiche per l’Infanzia e per due anni rappresenta ufficialmente il Comune in numerose iniziative benefiche, concerti e spettacoli nella Capitale e in altre città. Il Coro ha collaborato con prestigiose Istituzioni Musicali ed importanti direttori d’orchestra. Tra le esecuzioni di rilievo ricordiamo: la Missa Brevis di Marcello Panni diretta dall’autore per il Festival di Nuova Consonanza; Il mistero del Corporale di Alberico Vitalini con l’Orchestra di Roma e del Lazio al Parco della Musica; Carmina Burana di Carl Orff con l’Orchestra Sinfonica di Roma al Teatro Sistina, nell’ambito della Stagione concertistica dell’Università di Tor Vergata e al Festival di San Leo; Tosca di Giacomo Puccini per la Fondazione Arts Academy, all’interno del Circuito Lirico del Lazio; Il sole e l’altre stelle di Domenico Guaccero per la IUC. Nel 2004 diventa “Coro di Voci bianche della Regione Lazio”, ed esegue, tra l’altro, Brundibar, opera in due atti per bambini (Terezin 1943) di Hans Krasa con l’Orchestra didattica Arts Academy sotto la direzione di Vincenzo Di Benedetto. Nel 2005 partecipa alla prima mondiale dell’Opera Ça Ira di Roger Waters, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma. Dal 2006 è Piccolo Coro Romano, parte integrante e risorsa interna dell’Associazione Nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano; prende parte alle registrazioni per l’opera popolare di Riccardo Cocciante Giulietta e Romeo. Nel 2008 partecipa alle riprese del Film Disney production When in Rome. Dalla sua fondazione è stabilmente diretto da Stefano Cucci affiancato dal 2005 da Ornella Scocca, Maestro del coro, con la collaborazione musicale di Elisa Maiorano, consulente di tecnica vocale, e con Teodosio Bevilacqua al pianoforte.




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